Parla Savona: «Voglio un’Europa diversa: più forte, ma più equa»

domenica 27 maggio 17:41 - DI Redazione

Fa sentire la sua voce, Paolo Savona, a poche ore dall’incontro, decisivo per le sorti del governo giallo-verde e per il prosieguo della legislatura appena cominciata, tra il premier incaricato Giuseppe Conte e il presidente Mattarella. E lo fa attraverso una dichiarazione sul sito di Scenarieconomici, in cui quello che si può senza dubbio definire come il ministro della discordia tra Lega e M5S da un lato e Quirinale dall’altra sintetizza il proprio pensiero sull’euro e sul complesso delle politiche comunitarie nelle seguenti parole: «Voglio un’Europa diversa, più forte, ma più equa».

Savona è intervenuto sul sito Scenarieconomici.it

Probabilmente, il professore avrà deluso chi si aspettava da lui un deciso passo indietro in nome di una poltrona prestigiosa e scottante come quella di superministro dell’Economia. Ma l’81enne Savona è uomo di altri tempi e d’altra tempra: quella poltrona lo alletta, ma non al punto da fargli rinnegare i suoi convincimenti. Ci tiene però a che non siano travisati né strumentalizzati. Da qui la sua precisazione («per il rispetto che porto alle istituzioni»), la prima – tiene a sottolineare – da quando il suo nome è entrato nella lotteria del toto-ministri. Ecco, in pillole, le idee di questo “sovversivo” economista che alcuni settori dell’Ue temono più della peste: «Creare una scuola europea di ogni ordine e grado per pervenire a una cultura comune che consenta l’affermarsi di consenso alla nascita di un’unione politica; assegnare alla Bce le funzioni svolte dalle principali banche centrali del mondo per perseguire il duplice obiettivo della stabilità monetaria e della crescita reale. Attribuire al Parlamento europeo poteri legislativi sulle materie che non possono essere governate con pari efficacia a livello nazionale; conferire alla Commissione Europea il potere di iniziativa legislativa sulle materie di cui all’art. 3 del Trattato di Lisbona; nella fase di attuazione, prima del suo scioglimento, assegnare al Consiglio europeo dei capi di Stato e di governo compiti di vigilanza sulle istituzioni europee per garantire – ha concluso Savona – il rispetto degli obiettivi e l’uso dei poteri stabiliti dai nuovi accordi».

«Tasse e austerità ricette sbagliate»

Convincimenti ritrovati da Savona «nel paragrafo 29, pagine 53-55, del Contratto di governo stipulato tra la Lega e il M5S, nel quale vengono specificati gli intenti che verranno perseguiti dal governo che si va costituendo ”alla luce delle problematicità emerse negli ultimi anni”». Savona ha poi ricordato – ed anche questo è scritto nel Contratto siglato da Salvini e Di Maio – che il rapporto pil-debito pubblico si può abbassare non solo con tasse e austerità («politiche che si sono rivelate errate ad ottenere tale obiettivo»), bensì attraverso la crescita del pil, «da ottenersi con un rilancio della domanda interna dal lato degli investimenti ad alto moltiplicatore e politiche di sostegno del potere di acquisto delle famiglie, sia della domanda estera, creando condizioni favorevoli alle esportazioni». «Spero – ha concluso Savona – di aver contribuito a chiarire quali sono le mie posizioni sul tema dibattuto e quelle del governo che si va costituendo interpretando correttamente la volontà del Paese».

Commenti

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  • Alessandrabuonvicini@gmail.com 28 maggio 2018

    Grande Savona…o lui o alle urne!! Ma siamo in un paese democratico o sotto una dittatura!!?

    • GENNARO TERMINE 28 maggio 2018

      CONCORDO PERFETTAMENTE, ALESSANDRA BUONVICINI !!!! SI OSA FARSI BEFFA DI NOI CITTADINI ITALIANI E DEL VOTO CHE ABBIAMO ESPRESSO !!!! UNA VERA TIRANNIA CI SOVRASTA VERGOGNA ! VERGOGNA !! VERGOGNA !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  • baffodoro@intrage.it 28 maggio 2018

    Giusto, vogliamo che noi! Se no, sarebbe bene uscire come ha fatto l’Inghilterra! I Burocrati europei sbagliano e vedasi come hanno ridotto la Grecia, ora toccherà alla Spagna e dopo alla Germania stessa! Via da questo regie dittatoriale e in fretta! Per Mattarella, facciamo “parlare” Crozza!

  • giulioarditi@libero.it 28 maggio 2018

    non ti eri accorto che disastro stavi combinando 25 anni fa quando elaboravi i trattati? Incapace o in mala fede? nessuno ti chiede i danni?