Papa Francesco, tutto quello che la sinistra non vuole che si sappia di lui

A sinistra non lo chiamano Papa, perché proprio non ce la fanno. Lo chiamano solo Francesco, come se fosse un loro conoscente, un vicino di casa, un compagno di partito. Sì, forse proprio questo, un compagno di partito: lo considerano uno di loro, una sorta di Papa rosso, specie quando parla dei migranti. A rafforzare l’idea ci pensano i giornali di area progressista, che amplificano solo alcuni concetti espressi da Bergoglio. Altri concetti li nascondono, li affossano, li ignorano. Al massimo gli concedono una notizia in breve. Perché politicamente scorretti. Papa Francesco conquista i titoloni unicamente quando fa comodo, altrimenti il silenzio. L’obiettivo è mostrare un Pontefice a metà. O meglio, una parte (molto limitata) di lui. Una strategia che finora è riuscita, molti sono caduti nell’inganno. In pochi, infatti, sanno cosa lui abbia detto del comunismo, del gender, delle adozioni gay, dell’aborto, tanto per citare alcuni casi. Si sa solo che vuole aprire le porte ai migranti. L’ultimo esempio è recentissimo: i quotidiani che hanno riportato il pensiero di Bergoglio sui marxisti si contano sulle dita di una mano. E sì, perché lui la pensa nella stessa maniera di Ratzinger. La prefazione che il Santo Padre ha scritto per il libro che raccoglie le riflessioni del Papa emerito sul rapporto tra fede e politica non lascia spazio a equivoci. Sono nette. Il testo introduttivo è stato pubblicato in anteprima da La Stampa. Bergoglio evidenzia l’errore di fondo del marxismo: credere che la redenzione possa avvenire per mezzo di un’idea falsa di libertà. E diventa evidente come Karl Marx abbia sbagliato nel non riconoscere all’uomo l’unica dipendenza utile alla salvezza individuale: quella da Dio.

Un altro elemento cruciale è sull’ideologia gender, quella che la sinistra considera un’invenzione. Papa Francesco aveva detto con chiarezza: «Ho parlato di quella cattiveria che oggi si fa con l’indottrinamento della teoria gender. Un padre francese mi raccontava del figlio di dieci anni: alla domanda Cosa vuoi fare da grande? ha risposto: La ragazza!. Il padre si è accorto che nei libri di scuola si insegnava la teoria gender, e questo è contro le cose naturali. Una cosa è la persona che ha questa tendenza, o anche che cambia sesso. Un’altra è fare insegnamenti nelle scuole su questa linea, per cambiare la mentalità: io chiamo questo colonizzazione ideologica». E di colonizzazione ideologica Papa Francesco aveva parlato anche in merito a quel Sessantotto tanto caro alla sinistra. Aveva infatti messo in risalto che da allora le colonizzazioni ideologiche hanno ostacolato i diritti fondamentali. Le ricadute sulla difesa della vita umana e della famiglia sono state evidenti. Papa Francesco aveva rivelato che, anche a causa dei sommovimenti del ’68, «si sono affermate nozioni controverse dei diritti umani che contrastano con la cultura di molti Paesi, i quali non si sentono perciò rispettati nelle proprie tradizioni socio-culturali, ma piuttosto trascurati di fronte alle necessità reali che devono affrontare». E sull’aborto: «Penso anzitutto ai bambini innocenti, scartati ancor prima di nascere; non voluti talvolta solo perché malati o malformati o per l’egoismo degli adulti». Concetti forti, tutto quel che la sinistra non dice. E quindi, concetti da nascondere. Altrimenti Francesco non è più il loro compagno di partito ma il Papa. E questo non va bene.