Berlusconi, cade ogni ostacolo. La Procura di Milano non si oppone alla riabilitazione

La procura generale di Milano ha deciso di non opporsi alla decisione con cui il Tribunale di Sorveglianza ha sancito la riabilitazione nei confronti di Silvio Berlusconi. A questo punto non c’è più nessun ostacolo alla candidatura dell’ex premier.  La procura, guidata dal procuratore Roberto Alfonso, aveva 15 giorni di tempo – a partire dal giorno della scelta dei giudici -, per decidere se opporsi e quindi eventualmente discutere in Cassazione. Il Tribunale di Sorveglianza di Milano, venerdì scorso, ha concesso la riabilitazione a Berlusconi, dopo la condanna per frode fiscale nel processo relativo ai diritti tv Mediaset, dando atto dell’espiazione della pena (4 anni di reclusione, di cui 3 coperti da indulto) e dei risarcimenti alle parti civili.  Nel provvedimento del Tribunale della Sorveglianza, di quattro pagine, si fa riferimento a tre relazioni di servizio delle questure di Milano e Roma e dei carabinieri di Monza in cui si dà atto della ‘buona condotta’ del leader di Forza Italia.  In particolare si attesta “un comportamento totalmente privo di segnalazioni rilevanti in termini negativi, che dunque portano a ritenere sussistente il requisito della regolarità della condotta”. Un requisito necessario per concedere la riabilitazione che estingue le pene accessorie e ogni altro effetto della condanna, inclusa la legge Severino, e restituisce al leader di Forza Italia la possibilità di candidarsi alle elezioni.