Siria: l’Italia non assecondi bugie e follie di americani, inglesi e francesi

Bugiardi. Americani, inglesi e francesi sono dei dannati bugiardi. Mentono sapendo di mentire. Oggi sulle armi chimiche di Bashar al Assad in Siria, così come allora hanno mentito sull’antrace nell’Iraq di Saddam Hussein. Sono bugiardi pericolosi per l’intera comunità mondiale. E quindi anche per noi italiani che già di sangue, per la loro scelleratezza, ne abbiamo versato abbastanza. Guai a sostenerli. E basta, perciò, con i politicanti zerbino: l’Italia non può assecondare nessuna follia, neppure se verniciata di democrazia. La crisi siriana ha una genesi con nomi e cognomi. Di cui però nessuno parla perchè nessuno se ne vuole ricordare. La Siria, insieme a LibiaTunisia, Marocco ed Egitto, tra il 2010 e il 2011 fu investita dalle cosiddette “primavere arabe”. Vento di libertà si disse subito in Occidente. Niente di più falso. Perché era tutto organizzato a tavolino. Con quantità di dollari americani piovuti nelle tasche delle varie componenti del radicalismo islamico che tramavano contro i legittimi governi. Gruppi e gruppuscoli infettati di jiadismo ai quali Barack Obama, il peggiore presidente che gli Usa abbiano mai avuto, e quella psicolabile (per chiare questioni familiari) di Hillary Clinton, il peggiore tra i segretari di Stato, hanno fatto arrivare soldi, armi e aiuti d’ogni genere per incendiare quei Paesi e moltiplicare le rivolte contro i “tiranni”. E siccome a tutto ciò si sommò la tragica gestione americana del dopo Saddam nel complesso scenario irakeno, proprio per l’incapacità di capire quanto importante sarebbe stato mantenere la spina dorsale dell’esercito e della struttura statale, ecco che -all’improvviso- si materializzò pure il Califfo al-Baghdadi con migliaia di tagliagole invasati al seguito, che si fecero uno Stato e portarono morte e terrore in quasi tutta Europa. Un capolavoro di imbecillità politica e diplomatica. Con l’amara ciliegia della crisi libica e della fine cruenta di Geddafi, ultimo tributo pagato alla follia statunitense e alla protervia francese del corrotto Sarkozy, che ha generato l’invasione di migliaia di disperati e (forse) di criminali sulle nostre coste. Donald Trump è sotto scacco. Lo si capisce bene. È braccato dal giorno della vittoria elettorale. Non gliela perdonano quelli del Deep State. E così mentre lo accusano di tutto e di più, lo fanno sbagliare. Come sta accadendo adesso. Proprio lui, Trump, che in campagna elettorale aveva giustamente definito un madornale errore geopolitico la guerra in Iraq. Ma tant’è. Inglesi e francesi seguono a ruota con le rispettive intelligence e valigie piene di soldi a sostenere terroristi come le truppe jiadiste salafite di Al-Nusra che quanto a barbarie non hanno nulla da imparare da alcuno e che sono finanziati anche dall’Arabia Saudita. Ecco, ci sarebbe da aggiungere tanto, ma il quadro è questo. La verità è questa. E le bugie sono tutte loro: di americani, inglesi e francesi. Punto.