Assad al lavoro come tutti i giorni. Il raid? È il fallimento dell’Occidente (VIDEO)

sabato 14 aprile 14:21 - DI Lara Rastellino

Da un lato le immagini postate dalla presidenza siriana sul proprio account Telegram che mostrano Bashar al Assad che, imperturbabile, anche oggi – dopo la notte del raid – si reca al lavoro come tutti i giorni. Intitolato “La mattina della fermezza”, il video di otto secondi mostra Assad in giacca e cravatta, valigetta in mano e passo deciso, mentre varca l’ingresso di un palazzo, presumibilmente il Palazzo presidenziale. Dall’altro, alla maestosità della sede del potere centrale fanno da contraltare le sequenze amatoriali postate sul web dai luoghi dell’impatto, istantanee del day after che immortalano voragini e distruzione intorno ai siti bersagliati. E nel mezzo le prime dichiarazioni rilasciate dal presidente siriano Bashar al Assad che, nella sua prima dichiarazione dopo l’operazione di Francia, Stati Uniti e Regno Unito contro obiettivi del regime di Damasco, sferra l’affondo veemente: i raid della scorsa notte?Riflettono «il fallimento» delle potenze occidentali nel raggiungere i loro obiettivi in Siria dopo la sconfitta dei terroristi.

Assad, un video lo ritrae andare al lavoro

… come tutti i giorni

Poi, a stretto giro, con una flemma e una fermezza invidiabili, Assad aggiunge anche: «La Siria non si lascerà intimidire dai raid della notte scorsa condotti da Stati Uniti, Regno Unito e Francia. L’aggressione – scandisce il presidente citato dalla Sana – renderà soltanto la Siria ed il popolo siriano più determinati nel continuare a combattere e distruggere il terrorismo in ogni angolo del Paese». Intanto, dai media siriani viene confermato che le forze siriane e gli alleati russi hanno preso il pieno controllo di Douma, l’ultima città nel sobborgo della Ghouta orientale a est di Damasco, ancora in mano ai ribelli: o meglio, l’intera enclave della Ghouta, che i ribelli avevano conquistato nel 2012 e le truppe siriane assediavano dal 2013, sta gradualmente tornando sotto il controllo del regime di Bashar al-Assad.

Damasco, manifestazione a sostegno

di Assad e dell’esercito

Intanto a Damasco la situazione non sembra diversa da quella degli altri giorni, nonostante l’attacco sferrato da Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna, e i posti di blocco dell’esercito nella capitale siriana non risultano al momento più numerosi del solito. A riferirlo, tra gli altri, con dovizia di particolari, è soprattutto la Bbc, spiegando che i negozi sono aperti e le persone si sono regolarmente recate al lavoro. Non solo: decine di cittadini si sono riuniti vicino alla sede della televisione di Stato per intonare slogan a sostegno del presidente siriano Bashar al-Assad, dell’esercito e della nazione siriana. I manifestanti si sono anche rivolti al presidente degli Stati Uniti Donald Trump e tra slogan e accuse hanno ribadito al grido di «non abbiamo paura» e «nulla cambierà», il loro pieno sostegno al presidente Assad e all’esercito.

Commenti

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  • redstar@google.com 14 aprile 2018

    FAKE NEWS, OLD VIDEO!!!