Regeni, l’ira della polizia contro il pm Zucca: «oltraggioso». Il Pg avvia accertamenti

mercoledì 21 marzo 19:01 - di Paolo Lami

Si è attirato l’ira delle forze dell’ordine, lo sdegno del vice presidente del Csm Giovanni Legnini e del senatore Maurizio Gasparri e le attenzioni del ministero della Giustizia e del procuratore generale della Cassazione, Riccardo Fuzio che ha avviato accertamenti preliminari sulle clamorose e incredibili dichiarazioni contro la polizia di Enrico Zucca, sostituto procuratore generale di Genova ed ex-magistrato dell’accusa al processo per le violenze riscontrate nella scuola Diaz durante il G8Zucca si è spinto a fare un parallelismo ardito fra la vicenda delle violenze compiute all’interno della scuola Diaz e le torture subite dal ricercatore Giulio Regeni in Egitto dove lo studente italiano si trovava, su mandato dell’Università di Cambridge nell’ambito di un dottorato di ricerca sui sindacati.

«L’11 settembre 2001 e il G8 hanno segnato una rottura nella tutela dei diritti internazionali. Lo sforzo che chiediamo a un paese dittatoriale è uno sforzo che abbiamo dimostrato di non saper far per vicende meno drammatiche – aveva detto Il sostituto procuratore generale di Genova, Zucca  – I nostri torturatori, o meglio chi ha coperto i torturatori, come dicono le sentenze della Corte di Strasburgo,  sono ai vertici della polizia, come possiamo chiedere all’Egitto di consegnarci i loro torturatori?».

Ora il procuratore generale della Cassazione, Riccardo Fuzio, ha deciso di procedere e acquisirà tutti gli elementi conoscitivi sulle dichiarazioni rese dal magistrato genovese sui casi giudiziari del G8 di Genova e sulla morte di Regeni.

«La rimozione del funzionario condannato è un obbligo convenzionale, non una scelta politica», si difende Zucca che ricorda come «queste cose le ho dette e scritte anche in passato. Il governo deve spiegare perché ha tenuto ai vertici operativi dei condannati. Fa parte dell’esecuzione di una sentenza».

«Arditi parallelismi e infamanti accuse che qualificano soltanto chi li proferisce – l’ha bollato inferocito il capo della Polizia Franco Gabrielli durante un’iniziativa ad Agrigento in ricordo di Beppe Montana, il capo della Catturandi di Palermo ucciso dalla mafia nel 1985 – In nome di chi ha dato il sangue, di chi ha dato la vita chiediamo rispetto».

«Noi – rivendica Gabrielli rivolto a Zucca – facciamo i conti con la nostra storia ogni giorno. Noi sappiamo riconoscere i nostri errori, noi, al contrario di altri, sappiamo pesare i comportamenti. Ma, al contrario di altri, ogni giorno i nostri uomini e le nostre donne su tutto il territorio nazionale garantiscono la serenità, la sicurezza e la tranquillità».

Il ministero della Giustizia acquisirà gli atti relativi alle dichiarazioni del sostituto procuratore Zucca al dibattito sulla morte di Giulio Regeni. Da via Arenula fanno sapere che acquisiranno sia gli atti cartacei che, se disponibili, video.

Quella del pm di Genova Zucca «è stata una dichiarazione impegnativa con qualche parola inappropriata», dice dal canto suo, con grande cautela, il numero due del Csm, il vice presidente Giovanni Legnini, che in apertura del plenum si è visto costretto ad esprimere «stima e fiducia ai vertici delle forze di polizia».

Ben più netto e duro, Maurizio Gasparri: «quella del pm Zucca non è stata una semplice provocazione – avverte il senatore di Forza Italia – È stata una gravissima e intollerabile accusa ai vertici della polizia e una offesa infamante verso tutti coloro che si adoperano per la nostra sicurezza pagando spesso un prezzo altissimo».

«Il caso Regeni ha scosso tutta l’Italia – dice il senatore azzurro – Ci sono indagini in corso indispensabili per capire soprattutto chi e perché abbia mandato in maniera irresponsabile Giulio Regeni in Egitto. Ma accostare questo drammatico caso a quanto accaduto al G8 di Genova è una follia, oltre che irrispettoso nei confronti di un giovane italiano brutalmente ucciso per cause ancora tutte da chiarire, e sulle quali vogliamo la verità, ed un oltraggio ai tantissimi agenti di polizia che hanno dato la vita per la nostra sicurezza».

Commenti

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  • giulia.piacentini@virgilio.it 22 marzo 2018

    Incredibile,a differenza di Zucca,io l’ho vissuti quei giorni,ho visto sotto i miei occhi la devastazione delle vetrine di Piazza Rossetti e la fatica di tenere quieta mia madre malata,in piena estate,finestre chiuse ma i gas penetravano lo stesso all’interno.Ho visto il famoso camioncino rosso che forniva bastoni,catene e maschere a quei delinquenti vogliosi di mettere a ferro e fuoco la città.Le hanno prese?E quindi?Dovevano dargli il carpet rosso?Per favore non diciamo cattiverie sulla polizia che ogni giorno sa quando esce di casa ma non sa se rientrerà.

  • marimanzo@gmx.net 22 marzo 2018

    VERGOGNA…alcuni magistrati dovrebbero essere cacciati dal loro posto.
    Sono molto dispiaciuta per i genitori del ragazzo che da anni soffrono e non
    riescono a sapere la verita’ sulla tragica scomparsa del loro figlio.

  • giulianoromoli@gmail.com 22 marzo 2018

    il ricercatore assunto e mandato in egitto, coscentemente o a sua insaputa’ dopo altri che avevano mollato, era frutto del’ intelligens inglese, e il fatto che cercasse notizie dei fratelli mussulmani, la dice lunga, su fatto che è stato usato, dai poteri usa, per destabilizzare , come anno fatto con la primavera araba, o in egitto, con l’ estremismo arabo al potere, per fortuna poi cacciato.due storie diverse, frutto del poptere che persegue lo stesso fine controllare le masse.

  • maurocollavini@libero.it 22 marzo 2018

    Il sig. Zucca avrebbe fatto meglio a tacere; Gli vorrei ricordare tutti i danni commessi a Genova durante il G8 da quei quattro manifestanti violenti e stupidi dei centri sociali etc. Se poi alcuni poliziotti hanno avuto la mano pesante è da capire, non da giustificare. Comunque è proprio grazie a magistrati come il Zucca che la violenza non viene combattuta ma anzi le persone come lui le giustifica e tollera sempre, basti vangano da sinistra.

  • gianfranco.bogatti@email.it 22 marzo 2018

    ll PM Zucca bene ha individuato il problema:i condannati devono essere rimossi dalla P.A: a maggior ragione nessuna promozione

  • lorenzaceccaroni@libero.it 22 marzo 2018

    L intelligenza del giudice Zucca rispecchia in modo encomiabile L ortaggio di cui porta il nome, che in generale nella lingua italiana viene indicato in forma idiomatica per indicare i cervelli meno dotati. Zucca di nome e di fatto ( vuota, in questo caso.)

  • amerigo.lori@alice.it 22 marzo 2018

    E’ la prima mossa del magistrato Zucca (nomen omen) per entrare in politica: vedasi Ingroia, Grasso, Emiliano, De Magistris & compagni

  • fghajdk@csj.com 22 marzo 2018

    L’ennesimo giudice comunista… nulla di nuovo sotto il sole. E’ il risultato della strategia rossa che a partire dagli anni 60 ha occupato pesantemente la scuola, la stampa e la magistratura. Questo paese andrebbe profondamente de-comunistizzato per uscire dal pantano in cui ci troviamo.

  • Giuseppe Tolu 22 marzo 2018

    Licenziarlo a costo zero no, eh?!
    Ma roba da matti!! Persone, a dir poco, con il cervello fuso

  • gdetoffoli@yahoo.it 22 marzo 2018

    Non riusciamo ancora a capire che un dipendente dello stato, nel caso di affermazioni che aggrediscono lo stato nella sua essenza deve essere messo alla porta: Licenziamento, perdita di pensione, cancellazione dalle liste elettorali ! Senza nessuna possibilità di ricorrere a giudizio terzo.
    Fallo ad uno e tutti questi rilasciatori di interviste che pensano di poter aprire bocca su tutto come fossero ministri e vedrai che i magistrati si rimettono a lavorare a testa bassa e zitti con la lingua ma prolifici di sentenze. Che è il loro. E se durante la professione gli fossero vietate interviste
    attinenti il lavoro svolto sarebbe meglio, molto meglio !

  • antonio.vilonna@poste.it 21 marzo 2018

    Il sig.Zucca è un’ignorante e comunista che merita di essere esiliato in siberia.

  • marcelloparsi@alice.it 21 marzo 2018

    La magistratura rossa è uno dei tanti mali – non necessari ma, purtroppo, sufficienti – che affliggono l’Italia.