Prodi se la canta e se la suona: felice perché «non ha vinto Berlusconi»

All’appello mancava solo lui, Romano Prodi. Che ora commenta le elezioni. Con le sue solite analisi nostalgiche e con la sua ossessione. Un’ossessione che ha sempre lo stesso nome e cognome: Silvio Berlusconi. Sì, perché anche di fronte al tracollo democratico, il Professore pensa al Cavaliere. L’unica cosa che gli interessa è quella di stare lì, in riva al fiume, in attesa che finisca politicamente il suo nemico. Vuol darsi il tono da statista ma è rimasto indietro di parecchi anni. Sembra non aver capito che tutto è cambiato, che la situazione complessiva è completamente nuova. In un colloquio a Repubblica, intercettato in aeroporto, prima cerca di dare un po’ di fiducia agli elettori: «Il Pd è finito? No, non c’è nulla di irrimediabile in politica, c’è sempre un futuro. Non tutto è irrimediabilmente compromesso». Quel 18,7% rimediato dal partito è difficile da digerire. «Come sto? Come vuole che stia… Come pensa che l’abbia presa? I miei sentimenti sono chiari, è un momento difficile, difficile». Poi aggiunge, con un pizzico di polemica: «Io alla vigilia ero il più pessimista, ne avevo parlato con tutti». E l’aveva detto anche a Matteo Renzi. Tant’è che lo stesso Renzi diceva: «Sì, le previsioni peggiori sono quelle di Romano». Ma per Prodi c’è un lato positivo: «Una cosa comunque è importante, non ha vinto Berlusconi». E questa frase basta da sola a commentare l’analisi (o presunta tale) fatta dallo statista (o presunto tale) Romano Prodi.