Macerata ha spernacchiato gli antifascisti e il vescovo ne prende atto

«La Lega agli occhi della gente non è solo Salvini, ma anche persone sul territorio che sono percepite come più rassicuranti». Il vescovo di Macerata, mons. Nazzareno Marconi riflette sul voto nel Paese con particolare riferimento a quello della sua città che ha registrato un’impennata di voti della Lega. Ad un mese dall’aggressione di Luca Traini, il Carroccio a Macerata è passato dallo 0,6% del 2013 al 21%. C’è chi ha parlato di un “effetto Traini” sul voto. «I fatti complessi – premette il presule – non hanno mai un’origine semplice e un risultato elettorale è sempre la somma di tanti fatti complessi». Ad ogni modo, osserva, «molti qui hanno rapporti di lavoro con il nord e le sue industrie e conoscono paesi, cittadine e città amministrate bene dalla Lega da vari anni».

Il vescovo di Macerata fa l’analisi del voto

Il vescovo di Macerata, sull’esito del voto a Macerata, ritiene abbia pesato ciò che è accaduto nel post terremoto: «Due anni dal terremoto, senza risultati significativi per la ricostruzione in cui tanti speravano anche per una ripresa dell’economia locale, hanno delegittimato il centrosinistra sia nazionale che locale». Anche la crisi delle banche ha inciso: «La crisi delle banche, vedi Banca Marche, ha colpito al cuore i risparmi di varie famiglie e ha creato sfiducia nel mondo politico locale e nazionale che non ha saputo evitarla». Monsignor Marconi tornando a quanti hanno visto un “effetto Traini” e un “effetto Pamela” – la 18enne per la cui barbara uccisione sono in carcere due nigeriani – sul voto di domenica, dice: «Sentir dire che il problema di Macerata era il fascismo e il razzismo a motivo di un singolo squilibrato, ha indispettito tanti che né sono né si sentono fascisti e razzisti». Per il presule inoltre «sottovalutare il tema della droga e della delinquenza che sta crescendo, anche se rispetto alle grandi città siamo ancora in un’isola felice, ha spinto la gente spaventata verso chi prometteva soluzioni chiare e decise».