Immigrazione, Open Arms contro i pm. La Ue: Ong rispettino codice di condotta

«Le accuse? Vengono sempre dalla stessa parte». Si scaglia contro il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, “colpevole” di fare il suo lavoro, l’Organizzazione non governativa Proactiva Open Arms  al quale la magistratura etnea ha sequestrato la nave con la quale l’Ong spagnola ha soccorso alcuni immigrati al largo della Libia e si è rifiutata di consegnarli alla Marina libica intervenuta sul posto.

I responsabili dell’Ong spagnola, che pure, con la sua nave, fa avanti e indietro fra i porti italiani, dove scarica gli immigrati, e le acque libiche, dove li raccoglie, fa resistenza passiva al provvedimento del magistrato catanese. E sostiene di non aver firmato gli atti di accusa che la Procura etnea ha fatto notificare dagli agenti dello Sco e dalla Squadra mobile di Siracusa a Proactiva Open Arms, perché sono scritti in italiano «e aspettiamo una traduzione».

A svelare la strategia difensiva dell’Ong di fronte alle contestazioni della magistratura italiana è Oscar Camps, fondatore di Proactiva Open arms, la Ong spagnola accusata di associazione a delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina per aver soccorso in mare dei migranti ed essersi rifiutata di consegnarli ai libici. “Le accuse vengono sempre dalla stessa parte”, ha aggiunto Camps, riferendosi al procuratore di Catania Carmelo Zuccaro, che già in passato aveva indagato sulle attività di salvataggio di migranti delle Ong e che adesso ha contestato i reati allo stesso Oscar Camps, quale responsabile dell’Ong spagnola, al Comandante e al coordinatore della nave.

I componenti dell’equipaggio della nave “Proactiva Open arms” dell’Ong spagnola, sequestrata ieri al porto di Pozzallo, in provincia di Siracusa, dopo avere fatto sbarcare oltre duecento immigrati raccolti in acque internazionali ma di fronte alle coste libiche sono stati interrogati a lungo.

«Abbiamo fatto l’intervento in mare e una volta avvenuto il recupero – sostiene Camps ai microfoni di Radio Catalunya – ci siamo diretti a nord, come abbiamo sempre fatto, e l’Italia non ci ha dato il permesso d’ingresso», aggiungendo anche che la Spagna sarebbe intervenuta presso le autorità italiane, non si sa a quale titolo, per sollecitare l’approdo in un porto italiano.

La Ong avrebbe contattato il ministero degli Esteri spagnolo, sostenendo che vi era una situazione grave a bordo e inducendo così le autorità di Madrid, allarmate, a fare pressione sul governo italiano. «Siamo in una situazione di sequestro preventivo della nave», sostiene Camps, secondo il quale la protezione delle vite umane dovrebbe essere la priorità di qualsiasi entità civile o militare. Consegnare i migranti appena salvati ai libici, ha affermato, avrebbe violato lo Statuto dei rifugiati dell’Onu. Non la pensa così la magistratura italiana che, invece, ha deciso di procedere al sequestro della nave di Proactiva Open Arms e alla contestazione di associazione a delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina.

Dal canto suo il ministro degli Esteri spagnolo Alfonso Maria Dastis, a margine del Consiglio Affari Esteri a Bruxelles, ha spiegato che «da ieri abbiamo il consolato a Napoli e il console onorario a Catania in contatto con il capitano della nave e con i responsabili» della Ong Proactiva Open Arms, «che hanno già un avvocato. Stanno lavorando insieme per chiarire gli estremi delle accuse che gli sono rivolte e di chiarire qualsiasi problema ci sia».
Alla domanda se il governo abbia inteso se ci sono elementi solidi alla base delle accuse rivolte ai membri della Ong, Dastis replica:  «il governo non intende nulla finché non chiariamo gli estremi delle accuse che sono loro rivolte, qual’è la giustificazione per queste accuse e per il procedimento che è stato aperto».

Prende posizione contro l’Ong e il suo comportamento che viola il codice di condotta sottoscritto dalle Ong, fra cui la stessa Open Arms, la Comunità Europea: «siamo del tutto consapevoli del fatto che c’è un codice di condotta italiano» per le Ong che operano nel Mediterraneo Centrale, codice «che mirava proprio ad evitare situazioni» come quella che vede coinvolta la Ong spagnola Proactiva Open Arms.

«Invitiamo tutte le parti coinvolte in futuro a rispettare non solo il Diritto internazionale, ma anche il codice di condotta italiano – avverte la portavoce della Commissione Europea per le migrazioni Natasha Bertaud, durante il briefing con la stampa a Bruxelles – sottolineando come la Commissione Europea, «segue da vicino questo incidente da venerdì scorso: siamo in contatto con l’Italia e il Commissario europeo alle Migrazioni Dimitris Avramopoulos ha parlato con il ministro dell’Interno Marco Minniti venerdì scorso. Ci rallegriamo del fatto che la nave abbia potuto finalmente approdare venerdì e che i migranti a bordo abbiano ricevuto le cure di cui avevano bisogno. Abbiamo fiducia che le autorità italiane continueranno a gestire la situazione, che – ci tiene a precisare la Comunità Europea – è di loro competenza».

Camps, ex-imprenditore nel settore della sorveglianza delle spiagge spagnole con una sua società di bagnini, la Pro Activa Serveis Aquatics Sl, che ha ottenuto dal governo spagnolo un appalto di 2,13 milioni di euro l’anno, è stato accusato dai suoi lavoratori, che hanno scioperato, di sottoporli a condizioni di lavoro non conformi. Contestata anche la stessa Proactiva Open Arms che non ha mai pubblicato i suoi bilanci e non ha mai reso noto tutti i suoi finanziatori.

«Un plauso alla procura di Catania», arriva dal senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri che ricorda le decisioni prese «all’unanimità in Commissione Difesa al Senato» quando fu «varato un regolamento per le Ong che non consente a questi signori di spadroneggiare nei nostri mari alimentando il traffico di clandestini».
«Quel regolamento vale anche per la Guardia costiera italiana sul cui comportamento chiederemo chiarimenti – avvisa Gasparri – perché ci sono dubbi sulle procedure in atto. La Guardia costiera libica è stata riattrezzata per bloccare le attività illecite e sedicenti Ong non possono contribuire alla ripresa del traffico di persone».
«Il sequestro a Pozzallo è una scelta tempestiva ed opportuna – conclude il senatore di Forza Italia – così come le indagini su Open Arms e su chiunque, straniero, libico o italiano, stia collaborando a questa ripresa di traffico di clandestini».

Saviano «ha fatto un’altra bella figura», scrive su Facebook Matteo Salvini, ridicolizzando l’autore di Gomorra, che su Twitter, nelle scorse ore, ha elogiato l’operazione della nave della Ong spagnola ProActiva Open Arms, posta ora sotto sequestro dalla autorità italiane con l’accusa di associazione a delinquere.