Il Vaticano “scomunica” gli evasori: «Le tasse sono un dovere religioso»

Pagare le tasse non è solo un dovere civile, è anche un «dovere morale e religioso». L’ammonizione è arrivata dal predicatore della Casa Pontificia, padre Raniero Cantalamessa, in occasione della quarta predica di Quaresima.

«Lo Stato è una comunità di persone»

«Pagare le tasse, e in genere compiere il proprio dovere verso la società, non è solo un dovere civile, ma anche un dovere morale e religioso. È un’esigenza del precetto dell’amore del prossimo: “lo Stato non è una entità astratta; è la comunità di persone che lo compongono”», ha osservato il predicatore come riferisce Vatican News. «Se io non pago le tasse, se deturpo l’ambiente, se trasgredisco le regole del traffico – ha aggiunto padre Cantalamessa – danneggio e mostro di disprezzare il prossimo».

Non solo tasse: il richiamo all’obbedienza

Il religioso ha avvertito però che «il discorso non si può limitare al solo aspetto dell’obbedienza allo Stato». «Si deve andare alla scoperta dell’obbedienza essenziale. C’è infatti un’obbedienza che riguarda tutti, superiori e sudditi, religiosi e laici, che è la più importante di tutte, che regge e vivifica tutte le altre, e questa obbedienza – ha sottolineato il predicatore della Casa Pontificia – non è l’obbedienza dell’uomo all’uomo, ma l’obbedienza dell’uomo a Dio». «Obbedire solo quando ciò che il superiore dice corrisponde esattamente alle nostre idee e alle nostre scelte, non è obbedire a Dio, ma a se stessi; non è fare la volontà di Dio, ma – ha concluso padre Cantalamessa – la propria volontà».