Confessa il compagno di Laura, uccisa a Siracusa. La folla prova a linciarlo: «Maledetto!”

È crollato dopo un lungo interrogatorio nella tarda serata di ieri, Paolo Cugno, il giovane accusato di avere ucciso a coltellate e poi gettato in un pozzo il cadavere di Laura Petrolito, 20 anni, la ragazza di Canicattini Bagni, piccolo centro del siracusano. Il giovane, che è anche il padre del bimbo di 8 mesi, avuto dalla vittima, ha confessato l’omicidio nella caserma dei carabinieri, indicando anche il luogo in cui aveva gettato il coltello usato per il delitto.

“Devi marcire in carcere”. “Maledetto!”, ha gridato una piccola folla inferocita di persone radunatasi nella notte fuori alla caserma, mentre il giovane veniva portato all’interno. Laura, che aveva anche un altro figlio di 3 anni e mezzo avuto da una precedente relazione, aveva da tempo una relazione con Paolo, agricoltore e padre della seconda figlia. Una zia della vittima ha riferito che la nipote era stata picchiata. Dopo una passeggiata i due non si sono presentati a casa e il padre di lei allarmato ha dato l’allarme. Alcuni volontari e le squadre dei carabinieri hanno iniziato le ricerche. Poi il ritrovamento nel pozzo artesiano, il corpo trafitto da tante coltellate. Nella notte la confessione dell’uomo: «Sono stato io».