4 marzo: l’Italia esce dal periodo oscuro dei governi anti-nazionali

Con le recenti elezioni politiche generali del 4 marzo si è concluso definitivamente il quadriennio orribile dei governi a guida del Partito Democratico, imposti al popolo italiano dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dalla Commissione europea, dalla Banca centrale europea e dai potentati economico-finanziari internazionali. Un periodo oscuro, triste e tragico della vita politico-sociale del nostro Paese che ha visto una minoranza politica di sinistra della nazione, che le urne hanno fotografato giungere a malapena al venti per cento dei consensi, imporre in modo arrogante, a colpi di fiducia, di Decreti legge e di Decreti legislativi, la sua assurda visione della società con la approvazione di norme illogiche, partigiane e a volte criminali (in senso politico); quasi sempre in totale dispregio del sentire e del volere della grande maggioranza del popolo italiano. Una minoranza spocchiosa ed autoreferenziale, radical chic e snob che è stata giustamente definita, dopo la Waterloo elettorale di marzo, il Partito della Ztl , cioè dei centri storici visto che oramai riesce a prevalere solo nelle zone più ricche e benestanti delle grandi città, perdendo alla grande, invece, in tutto il resto del Paese.

Tutto è iniziato il 28 aprile 2013 con il governo di Enrico Letta, voluto e sponsorizzato dall’inquilino del Quirinale. Un governo inodore, insapore e incolore guidato da un politico debole e fedele servitore non della nazione ma della burocrazia e delle oligarchie europee. Un governo docile agli ordini di Bruxelles, di Parigi e di Berlino che nulla ha fatto per difendere gli interessi nazionali in sede comunitaria. Il provvedimento più scellerato del governo Letta è stata l’Operazione chiamata Mare Nostrum, con la quale la Marina militare e la Guardia costiera italiane, invece di contrastare l’immigrazione clandestina e il traffico di esseri umani, venivano trasformati in facilitatori di tali fenomeni e costretti, in nome di un falso buonismo cattocomunista, a traghettare decine di migliaia di finti profughi dalle spiagge libiche agli hotel a quattro stelle italiani. I magnifici incrociatori, cacciatorpediniere e fregate della nostra Marina trasformati in Ferry Boat dell’immigrazione clandestina con corse giornaliere e regolari dalla Libia alla Sicilia con le Ong che si prendevano gioco delle nostre leggi e dei nostri interessi nazionali.

Pochi mesi dopo abbiamo avuto il famoso “stai sereno” di Matteo Renzi a Letta con conseguente caduta del governo con un golpe di palazzo in perfetto stile rinascimentale fiorentino e l’insediamento, il 28 febbraio 2014, dell’esecutivo guidato dal vate di Rignano sull’Arno. Gli inizi furono scoppiettanti, pirotecnici e fantasmagorici con una indigestione di Power Point, lastrine, filmati e conferenze stampa in stile Vanna Marchi. L’elargizione di ottanta denari a un popolo ridotto alla fame dal governo Monti-Fornero hanno fatto il resto. Alle elezioni europee il Partito Democratico ricevette un plebiscitario 41 per cento di voti che nessuno aveva nemmeno lontanamente previsto. Per un personaggio con un ego smisurato, con fortissime tendenze narcisistiche e con l’assoluta certezza di essere il più bello e furbo di tutti come Matteo Renzi, fu una conferma di essere l’uomo del destino, uno statista a livello di Churchill, di De Gaulle o di John Kennedy. Un novello Lorenzo De Medici. Purtroppo il seguito fu drammatico e a tratti tragicomico per Renzi e per il Partito Democratico, ma esiziale per il nostro Paese. Renzi si convinse che non era lui a dover adottare quelle misure che la gente richiedeva ma che doveva essere la gente ad accettare quelle che lui riteneva giuste e utili. E così vennero accantonate giuste e importanti misure quali la Legittima difesa, la Certezza della pena e la Lotta alla immigrazione e vennero, invece, portati avanti provvedimenti sulle coppie di fatto, sulle adozioni gay e sui diritti civili che interessavano a pochissima gente. Renzi, poi, diede al via alla operazione Triton che prevedeva, in violazione delle norme internazionali del mare, che tutti i clandestini salvati nel Mediterraneo venissero portati in Italia, a prescindere dal tratto di mare interessato. In pratica Renzi, con una decisione certamente altamente lesiva dell’interesse nazionale, in cambio di qualche decimale in più di flessibilità di bilancio concessa dalla Unione europea accettava di trasformare la penisola in un enorme Hotspot per clandestini. Le conseguenza di questa epocale sciocchezza non si fecero attendere con l’arrivo, nel 2016, di oltre 180.000 immigrati irregolari che costarono alle casse dello Stato e a noi contribuenti cinque miliardi di euro. Soldi che si sarebbero potuti spendere meglio per la sicurezza, per il territorio, per la sanità, per l’istruzione o per l’Ambiente. Altra misura folle voluta da Renzi fu lo scioglimento del Corpo della Guardia forestale e suo conseguente smembramento fra Carabinieri, Polizia e Vigili del Fuoco. Una misura terribile che ha disperso un grande patrimonio di conoscenze e ha distrutto una eccellenza tutta italiana senza nessun apprezzabile risparmio per le casse dello Stato. Anche qui i risultati perniciosi della ottusità e della incompetenza renziana non tardarono a manifestarsi e nel 2017 abbiamo avuto il record assoluto degli incendi boschivi con un danno enorme e irreparabile al nostro Paese, alla flora e alla fauna, tutto da addebitare a Renzi ed alla Madia, grandi fautori e sponsor dello scioglimento della Guardia forestale.

Il governo Gentiloni, succeduto a Renzi dopo la storica ed esaltante mazzata ricevuta dal Partito Democratico nel referendum sulla riforma costituzionale, non si è discostato dai suoi predecessori. Gentiloni, infatti, si è impegnato a fondo per far approvare il deleterio testo di legge sullo Ius Soli che, ove approvato, avrebbe svilito la cittadinanza italiana elargendola a destra manca in modo indiscriminato. Niente ancora, invece, sulla certezza della pena e sulla legittima difesa. Anzi, a tempi ampiamente scaduti, con un colpo di mano vergognoso ai limiti della totale scorrettezza istituzionale, Gentiloni ha fatto approvare un ennesimo svuota carceri firmato Orlando che rimetterà in circolazione centinaia di individui socialmente pericolosi che certamente commetteranno un gran numero di reati ai danni del popolo italiano ed inoltre avrebbe concluso, stando ad autorevoli notizie di stampa, un pessimo accordo confinario con la Francia che lederebbe gravemente gli interessi economici nazionali.

In conclusione non possiamo che gioire della fine di questa dittatura della sinistra italiana che ha dominato, senza averne alcun titolo, per quattro anni il nostro Paese causando danni enormi che sarà difficilissimo riparare. Si può, quindi, legittimamente affermare che la presidenza Napolitano ed i governi Letta, Renzi e Gentiloni saranno ricordati come uno dei periodi più oscuri e tristi  della storia italiana ed oggi dobbiamo veramente essere felici di esserne definitivamente usciti, quale che sarà il prossimo governo. Il popolo italiano torna ad essere protagonista ed a decidere del suo destino mentre le élites ricche e sinistroidi dei centri storici, delle ville di lusso e degli yacht milionari escono finalmente di scena.