Scandalo rimborsi all’Europarlamento: ecco le carte che inguaiano il M5s

Scoppia il caso rimborsi nel M5s. Cristina Belotti, responsabile della comunicazione del gruppo cinque stelle a Strasburgo, si sarebbe fatta rimborsare  dall’Europarlamento delle spese per la campagna elettorale di Luigi Di Maio in Italia. La notizia apparsa oggi sulla Repubblica ha scatenato polemiche e la replica stizzita dei pentastellati. «Non è esploso alcun caso tra MoVimento 5 Stelle e amministrazione Efdd (il gruppo europeo nel quale è inserito il M5s), non è mai arrivata  nessuna richiesta informale di dimissioni a nessuno, non sono mai state contestate missioni per 15.000 euro. Repubblica non ha pubblicato documenti a supporto della sua inchiesta, perché non esistono».

Repubblica produce la documentazione che inguaia il M5S

Immediata la risposta del quotidiano diretto da Mario Calabresi. Con tanto di documenti richiesti dal Movimento 5 Stelle. «Il Movimento nega che la vicenda abbia creato un problema all’interno dell’Efdd, la famiglia politica al Parlamento europeo formata appunto dai pentastellati e dallo Ukip. Eppure un carteggio conservato dall’amministrazione del gruppo dimostra il contrario. È il 9 novembre 2017, l’Efdd ha appena riscontrato irregolarità nelle missioni di Belotti, il riferimento della Casaleggio e di Di Maio all’Europarlamento, e una funzionaria del gruppo, Magali Trodet-Morrisens, le scrive una mail conservata nel dossier aperto dall’amministrazione».

“Cara Belotti, perché chiedi i soldi? Non eri a Strasburgo”

L’Efdd sta verificando una trentina di missioni di Belotti (documento 2) per un valore totale di circa 15mila euro (fatto negato dall’M5S). Nel carteggio in questione, il 15 dicembre 2017  è il segretario generale del gruppo in persona, Aurelie Laloux, a sollecitare Belotti. «Belotti – denuncia Repubblica – si era fatta segnare presente, ma i funzionari del gruppo avevano dubbi sulla sua effettiva presenza a Strasburgo, non avendola vista nei locali dell’Europarlamento e sospettando che Belotti si trovasse in Italia con Di Maio. Scrive Laloux: “Cara Cristina, per quando riguarda il rimborso del tuo volo aereo di martedì ti devo informare che secondo le regole non possiamo pagare il viaggio a Bruxelles. Il punto principale è provare che lunedì e martedì hai lavorato all’Europarlamento”. E poi la minacciosa conclusione: “Stiamo esaminando altre tue missioni”. Inoltre scrive Repubblica, dai verbali della riunione del 19 dicembre viene anche fuori la conclusione del caso, con Belotti che per tenere riservata la vicenda accetta di mettersi in congedo non retribuito fino al 7 marzo, libera di seguire la campagna elettorale di Di Maio in Italia».

Gasparri: “Belotti copre uno scandalo enorme”

«La Belotti si è messa in congedo non retribuito – denuncia Maurizio Gasparri – per cercare di coprire lo scandalo che sta facendo molto rumore a Bruxelles e come responsabile della comunicazione ha indicato presso il gruppo europeo un’altra persona, Stefano Torre, il cui ruolo appare molto ambiguo e le cui prestazioni non sembrano conformi alle severe e precise regole del Parlamento europeo. Questi sono i 5 Stelle. Ciascuno di loro vale migliaia e migliaia di euro presi nell’ambito delle istituzioni. Le parlamentarie sono una pagliacciata. La trasparenza non è di casa. Litigano anche in Italia su scontrini e ricevute perché non hanno mantenuto fede a tutto quello che hanno raccontato – conclude l’esponente di Forza Italia -. Lo scandalo di Strasburgo investe direttamente le responsabilità di Casaleggio, Grillo e Di Maio che dovranno pubblicamente risponderne. Faremo una crociata contro questa gente che predica male e razzola anche peggio».