“Salvini, stavolta spariamo noi”. Come mai adesso gli antifascisti tacciono?

“Occhio Salvini, stavolta spariamo noi”. La scritta è comparsa la notte scorsa su uno striscione bianco attaccato in un cavalcavia lungo la E-45 e la Pian D’Assino in occasione della visita di oggi del segretario della Lega Nord, Matteo Salvini. Lo striscione è stato sequestrato dai carabinieri. Stamattina un altro striscione, con su scritto “Fai la guerra ai poveri e sei servo di Berlusconi” è stato invece affisso in occasione della manifestazione anti-razzista e anti-fascista organizzata in concomitanza con l’arrivo in città di Salvini, che ha inaugurato la sede di Umbertide della Lega. “Per i cosiddetti democratici un messaggio del genere, la minaccia di sparare a Salvini, non significa niente? A questo punto chi sono i veri razzisti e fascisti? Chi vuole sparare a Salvini o chi sta dalla parte degli italiani, della nostra gente, del popolo, di fronte ad un’invasione incontrollata?”. Lo afferma il senatore della Lega Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato.

“Solidarietà a Matteo Salvini, bersaglio di minacce e intimidazioni nel corso della sua visita a Umbertide. Chi si nasconde dietro uno striscione e non ha altri argomenti che le minacce mafiose manifesta da solo la propria pochezza”. Così l’europarlamentare e vicesegretario federale della Lega Lorenzo Fontana, commentando il caso dello striscione con la scritta “Occhio Salvini, stavolta spariamo noi” apparso in occasione della visita del leader leghista nel comune in provincia di Perugia. “L’impegno a far conoscere al Paese il nostro programma e a diffondere le nostre idee prosegue con ancora maggior forza. Fanno pensare certi silenzi della sinistra, di solito solerte nel condannare le minacce. Evidentemente – conclude – per qualche loro esponente anche l’indignazione ha colore politico”.

“In Italia c’è qualcuno che vuole sparare a Salvini. Lo striscione intimidatorio contro il nostro leader esposto su un cavalcavia in Umbria è di una gravità assoluta. Questo è il risultato del clima da caccia alle streghe avviato dalle anime belle della sinistra. Cosa hanno ora da dire i vari Boldrini, Delrio, Martina, Saviano che in questi giorni hanno attaccato Salvini quale mandante morale dello squilibrato di Macerata? E ora chi è il mandante morale di questa pericolosa minaccia?”. Lo dichiara la vicepresidente dei deputati della Lega, Barbara Saltamartini.