Putin celebra il 75° dell’assedio di Stalingrado senza mai citare Stalin

La Russia celebra il 75esimo anniversario della battaglia di Stalingrado, una delle più sanguinose della Grande guerra patriottica con un milione di morti, lo scontro durato cinque mesi diventato simbolo della resistenza del Paese “che ha aperto la strada alla distruzione completa del nemico”, come ha dichiarato il presidente Vladimir Putin. Il presidente ha incontrato veterani della guerra e sollecitato i russi a costruire il futuro del loro Paese sulle “fondamenta” che hanno posto. “Non abbiamo il diritto di dimenticarcene, di dimostrare codardia o indecisione. Con le nostre azioni dobbiamo pareggiare il livello dei risultati ottenuti dai nostri padri e nonni”, ha aggiunto, nel discorso che ha tenuto, senza citare Stalin una sola volta, dopo aver visitato il memoriale di Mamayev Kugan, sulla collina che domina la città fiume Volga e deposto una corona sulla tomba del maresciallo Vasily Chuikov, a capo delle forze sovietiche durante la battaglia. Le cerimonie in programma a Volgograd, come è stata ribattezzata negli anni Sessanta la città che sotto gli zar e fino al 1925 si chiamava Tsaritsyn, hanno incluso una parata militare, con 75 carri armati, 1500 militari, 50 aerei, batterie di missili Iskander e sistemi anti aerei S-400 (solo bandiere russa, nessun riferimento agli altri Paesi allora sovietici), a cui hanno assistito 30mila persone. Nell’inverno fra il 1942 e il 1943, le forze naziste avevano occupato la maggior parte della città e 300mila soldati sovietici li avevano circondati.