Perugia, CasaPound: noi gli aggrediti, ci hanno colpito alle spalle e ci sono le prove

Il ferimento di un attivista di Potere al Popolo, Mario Pasquino, stanotte a Perugia, a poche ore dall’odioso pestaggio ai danni di un dirigente di Forza Nuova a Palermo, ha fatto venire in mente a molti gli anni di piombo e il clima di violenza che si respirava tra rossi e neri. Dalle prime ricostruzioni si evinceva che l’attivista fosse stato aggredito e colpito, insieme al cugino, dopo una rissa: questa almeno è stata la versione raccontata agli agenti di polizia dal 37enne che è stato portato al pronto soccorso e poi dimesso in nottata. La prognosi per i due militanti è stata di 5 giorni dopo le cure del Pronto Soccorso: ferite lievi, contusioni prevalentemente. Il procuratore Luigi De Ficchy si è limitato a parlare di vicenda “ancora da chiarire”, quindi non è convinto del racconto ella presunta vittima.

Saranno le telecamere di sorveglianza a chiarire quanto effettivamente avvenuto, soprattutto dopo che CasaPound ha fornito una versione opposta a quella degli attivisti di Potere al Popolo. I militanti di CasaPound, che erano in tre, sostengono di essere loro gli aggrediti e sottolineano che non avevano con sé né coltelli né bastoni ma solo la scopa per attaccare manifesti. Antonio Ribecco, responsabile di CasaPound di Perugia, faceva parte del gruppo aggredito e così racconta: “Eravamo in tre e ci siamo fermati con la macchina per attaccare i nostri manifesti, non abbiamo neanche fatto in tempo a metterli che una macchina si è fermata ed è uscito un gruppo di persone, forse tre o quattro, che ci ha aggredito alle spalle con i bastoni. Ci hanno anche tirato una bottiglia. Siamo finiti a terra, forse quello che ha detto di essere stato accoltellato si è ferito con quei cocci di bottiglia. Io non lo so, non capivo niente. So che loro hanno aggredito noi e che noi non avevamo coltelli. A Perugia non ci sono mai stati episodi del genere. Io faccio politica da anni e non mi è mai successo. In mattinata mi sono fatto medicare al pronto soccorso e ora sto andando in questura a denunciare l’aggressione da parte di ignoti. Gli aggressori non li conosciamo, del resto avevano le sciarpe ed era difficile vederli in faccia, anche perché come ho detto sono arrivati alle nostre spalle con i bastoni. Che la loro versione sia falsa lo dimostra anche il fatto che su quei bandoni non c’è nessun manifesto di Potere al Popolo attaccato di fresco. Per fortuna ci sono le telecamere e si potrà chiarire come sono andate veramente le cose. Su Umbria 24 c’è l’intervista a una signora, una testimone che ha visto tutto da casa sua. La sua testimonianza è preziosa perché ha visto chi veramente ha aggredito chi”.

 

Nel tardo pomeriggio Potere al Popolo ha organizzato un sit in di protesta a Perugia. CasaPound replicherà domani con una conferenza stampa.

Questo il racconto di Mario Pasquino a Umbria24: “In questi giorni sto dando una mano ai compagni di Potere al Popolo per fare attacchinaggio. Ieri sera ero con mio cugino quando all’improvviso siamo stati accerchiati da un gruppo di quattro persone, tutte quante incappucciate, c’è stata un’aggressione dalla quale è nata una colluttazione durata qualche minuto, fino all’arrivo di alcuni passanti che hanno fatto dileguare i nostri aggressori. I miei aggressori erano bendati e non saprei riconoscerli, non so chi siano, potrebbero far parte di qualche formazione di estrema destra, è un’ipotesi che non si può certamente escludere. Quattro coltellate? A Perugia non ricordo nulla di simile perché è una comunità tranquilla. Ci può essere lo scontro, appunto, verbale, una scazzottata tra ventenni, ma quattro coltellate sono una cosa molto diversa e molto più grave».