Nigeria, l’esercito salva alcune delle studentesse rapite da Boko Haram

giovedì 22 febbraio 9:56 - DI Lorenza Mariani

Solo ieri il capo della polizia locale negava che si fosse in presenza di un rapimento, meno che mai di un nutrito gruppo di ragazze private della libertà e sottratte con la forza alle loro famiglie. Oggi però, con la notizia rilanciata dalla Bbc che, nel confermare l’attacco sferrato da Boko Haram e la scomparsa delle studentesse nigeriane da una scuola a Dapchi, nel nord del Paese, aggiorna sullo stato delle cose e informa di un tempestivo salvataggio di alcune di loro da parte dell’esercito.

Nigeria, salvate alcune delle studentesse rapite da Boko Haram

E così, in una dichiarazione riportata dalla Bbc, il governo dello stato di Yobe ha dichiarato ufficialmente che un numero imprecisato di ragazze è stato salvato dai «terroristi che le hanno rapite» e che ora sono al sicuro con i militari. Di più: «A breve forniremo maggiori dettagli sul loro numero esulle loro condizioni», ha aggiunto quindi Abdullahi Bego, portavoce del governatore di Yobe, Ibrahim Gaidam, parlando al Daily Post. Nelle prime ore dal rapimento collettivo non era chiaro quante ragazze fossero state portate via e quante, dopo l’intervento dei militari, quelle portate in salvo; ma nelle ultime ore il commissario per l’educazione dello stato, Mohammed Lamin, aveva riferito che circa 50 tra alunni e insegnanti erano scomparsi dopo essere fuggiti nel bosco per salvarsi dall’agguato terroristico e dalla sparatoria. E nel caos e nella paura che si sono immediatamente diffusi nella scuola e nei dintorni, è apparso subito chiaro che quanto riferito dai media locali – che hanno ipotizzato addirittura che potessero essere oltre un centinaio le studentesse rapite da Boko Haram – fosse vero: sarebbero 111 le vittime del rapimento e solo alcune di loro sono state appena salvate.

Quel rapimento di 4 anni fa costato la libertà a 276 studentesse…

Dunque, ci risiamo: è ancora rapimento e riscatto, paura e mistero sulla sorte delle decine e decine di ragazze rapite dai terroristi di Boko Haram. A quattro anni di distanza dall’attacco sferrato dai jihadisti nigeriani costato la vita, la libertà a 276 studentesse portate via con la forza da una scuola  una scuola della città nord orientale nigeriana di Chibok (era il 14 aprile 2014 ndr), altre vittime innocenti si ritrovano a vivere lo stesso incubo, a provare lo stesso terrore. Gli estremisti islamici nigeriani, infatti, tornano a fare razzie di giovani donne nei villaggi del Paese a cui spetta in sorte un destino di violenze, abusi, morte. Molte delle ragazze rapite, infatti, vengono costrette a sposare i guerriglieri, altre, invece, vengono imbottite di cinture esplosive e utilizzate come kamikaze in mercati e luoghi affollati; ad altre ancora, infine, viene imposto un tale lavaggio del cervello che spesso, pur avendo loro la facoltà di tornare a casa, scelgono di rimanere coi loro rapitori e aguzzini. E più tempo passa dal rapimento, più per queste ragazze diventa difficile un ritorno in famiglia. Con buona pace di negoziati e mirata attività di intelligence…

 

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  • lamberto.lari@hotmail.it 23 febbraio 2018

    BOKO HARAM, parola d’ordine: TERMINARE!