Minniti: «Avevo previsto “un Traini” 10 mesi fa. Ecco perché fermai gli sbarchi»

Lo aveva previsto. In un colloquio con Repubblica e la Stampa il ministro dell’Interno Marco Minniti, candidato con il Pd, vince la sua proverbiale riservatezza e rivendica di aver allertato da tempo sui rischi di corto circuito tra immigrazione e sicurezza: «un  Traini, l’attentatore di Macerata, l’avevo visto all’orizzonte dieci mesi fa», dice riferendosi al cambio di rotta sugli sbarchi quando lanciò l’allarme per la tenuta democratica del Paese. Parole pesanti che marcano la distanza dallo storico buonismo del Nazareno. Sul raid della “città dell’orrore”, perrò, l’inquilino del Viminale è lapidario: «È stata una rappresaglia di odio razzista con una matrice nazista e fascista. Noi fermando gli sbarchi, costruendo la legalità e la sicurezza e abbiamo fatto capire qual è il confine tra democrazia e populismo, che incatena i cittadini alle paure. E lo abbiamo fatto –aggiunge polemico – senza muri, senza filo spinato e senza evocare l’invasione». Linea dura sui flussi migratori dal nord Africa che esibisce come un fiore all’occhiello e che  gli è costata qualche problema con i compagni del suo partito.

Minniti: avevo previsto un Traini 10 mesi fa

E ancora: «Chi sostiene una minima posizione giustificazionista sull’episodio crea una frattura democratica. Il punto cruciale della democrazia è il rispetto della legge». Quanto alla possibilità di sciogliere formazioni e movimenti di estrema destra, va cauto: «Non ho mai minimizzato. Abbiamo fatto le indagini su Como, il gruppo Dora a Varese, i fumogeni a Repubblica. Un provvedimento di scioglimento deve essere sostenibile dal punto di vista legale, per questo si indaga».

L’accordo con la Libia è un patrimonio

Poi torna inevitabilmente sull’accordo con la Libia per contenere gli sbarchi: «Un patrimonio dell’Italia di cui dovremmo essere orgogliosi – dice – da sette mesi consecutivi calano gli sbarchi, una cosa impensabile qualche tempo fa. Numeri piccoli significa che il fenomeno si può gestire, numeri grandi e senza controllo mettono a rischio la tenuta democratica del Paese». Ma non spende una parola sulla concentrazione sul territorio della presenza degli immigrati che accentua la percezione della paura nei cittadini e rischia di innescare una vera bomba sociale. Infine ringrazia l’Anpi per aver rinviato la manifestazione antifascista prevista per sabato dopo l’appello del sindaco di Macerata: «Spero che facciano lo stesso le forze politiche. Se non succede, ci penserà il Viminale a vietarle». Meglio non soffiare sul fuoco, da nessun fronte.