Islamica ordinò di spostare italiana dalla sua stanza d’ospedale, la Lega protesta

lunedì 12 febbraio 18:51 - di Redazione

La Lega Nord, con il consigliere Fabio Rainieri, porta in Assemblea legislativa l’episodio verificatosi nei giorni scorsi all’Ospedale Maggiore di Parma, nel reparto maxillo-facciale, quando una donna anziana è stata spostata di stanza dopo le lamentele di una parente musulmana della paziente che condivideva con lei la camera. Il motivo delle lamentele sarebbe stato la presenza del figlio dell’anziana donna che l’assisteva di notte, presenza maschile ritenuta contraria ai precetti della fede islamica. Una decisione che, secondo la Lega Nord, sarebbe, oltre che “inopportuna”, considerando l’età della donna spostata di stanza e il suo stato di salute (era stata appena operata), anche “illegittima”, visto che “il nostro stesso Statuto – è stato ricordato in Aula dal consigliere del Carroccio – dovrebbe garantire principi di pluralismo e laicità nelle istituzioni pubbliche”.

La giovane paziente “era una bambina”, ha sottolineato in risposta l’assessore regionale alla Sanità, Sergio Venturi e “gli spostamenti che vengono fatti negli ospedali rispondono a logiche diverse, spesso in base ad età, sesso, patologie dei pazienti coinvolti”. In questo caso, “è subentrato il discorso della religione“, ma non sarebbe l’unico, ha continuato l’assessore che assicura come “tutti i cambiamenti nei reparti siano sempre coerenti con l’esigenza primaria di cura e qualità degli ospedali”.

L’assessore ha aggiunto, inoltre, in riferimento all’interrogazione fatta anche nei giorni scorsi dallo stesso consigliere, che le persone nei corridoi non erano in attesa di una stanza, ma di una prestazione. Nessuna carenza di posti letto dunque, e lo spostamento della donna anziana sarebbe solo “un atto che va incontro a diverse esigenze per assicurare un clima sereno e limitare possibili disagi”. Ma la risposta non soddisfa il consigliere per il quale questa decisione ha creato disagio ad una persona anziana e il fatto che la paziente fosse una bambina non giustifica la scelta, fatta dopo le lamentele della madre.

Commenti

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  • stefano 13 febbraio 2018

    non sono d’accordo loro SI DEVONO ADEGUARE al nostro modo di vivere, l’aparted non serve servirebbe che si togliessero il velo e non rompessero le scatole su dei precetti che qui non hanno senso, come noi sappiamo essere Laici anche loro debbono imparare ad esserlo, soprattutto perché frequentano le nostre scuole gratis e hanno regalate case popolari che potrebbero utilizzare giovani italiani o italiani anziani in difficoltà. Se a loro no va bene che tornino da dove sono venuti

  • Francesco Ciccarelli 13 febbraio 2018

    Siamo alle solite: certe persone sembrano già convertite agli sgozzatori. I medici potevano trasferire la maomettana: perché non l’hanno fatto? È raccomandata da qualcuno? La prossima volta gli arabi cacceranno gli anziani e i disabili dagli autobus per occuparne il posto riservato: immagino che intervarranno le solite pecore in difesa dei selvaggi!

  • luca draghi 13 febbraio 2018

    vero.

  • Massimiliano Di Felice 12 febbraio 2018

    Benissimo, allora anch’io voglio il diritto di rifiutarmi di stare in stanza con un islamico. Vi immaginate quanto noi Italiani si vivrebbe meglio se in Italia istituissimo l’apartheid tra noi e loro?