Il giallo delle caramelle con gli spilli fuori l’asilo: il cerchio si stringe intorno una famiglia

sabato 17 febbraio 14:12 - DI Redazione

Il nome che racchiude l’orrore e il terrore che stanno vivendo da 7 mesi a questa parte gli abitanti di Cesiomaggiore, comune di meno di 4000 anime in provincia di Belluno, e della vicina frazione di Santa Giustina, prede dell’incubo di Erostrato – lo pseudonimo, ispirato al pastore greco che bruciò il tempio di Artemide per diventare immortale – dietro al quale si cela il volto del folle che semina caramelle con gli spilli fuori da un asilo, potrebbe nascondere più di una persona. Peggio ancora: le responsabilità di un’intera famiglia.

Caramelle con gli spilli fuori l’asilo: le indagini

E allora, baracche incendiate, muri imbrattati, lettere con finta antrace, e infine la minaccia più spaventosa: caramelle piene di spilli lasciate fuori da un asilo. È stato un crescendo di orrore quello che ha invaso Cesiomaggiore – nel Bellunese – negli ultimi mesi, e ora però, con le indagini che vanno avanti da tempo, il cerchio sembra stringersi. E tutto intorno a un’intera famiglia di Cesio: i tre, indagati per incendio, minacce e tentata estorsione, e sulla cui identità vige il più stretto riserbo, parlano per la prima volta tramite i loro avvocati e, secondo quel poco che trapela e riferisce Il Corriere del Veneto, si dichiarano innocenti. A parlare contro di loro, a quanto risulta, tracce, prove lasciate incautamente in giro dai responsabili e passate al setaccio dagli inquirenti: per arrivar alla soluzione del rebus giallo e trovare prove certe con cui incastrare i responsabili, l’intera cittadina è passata al setaccio tra perquisizioni e sequestri di oggetti. In particolare, ad attirare l’attenzione degli inquirenti, riporta il quotidiano locale, è la biblioteca comunale da dove, spulciando il registro dei libri presi in prestito, sarebbero emersi indizi preziosi.

Quelle tracce e quelle citazioni di Erostrato che…

Da quanto riferisce in queste, tra gli altri, il Tgcom 24, «gli inquirenti vogliono però capire il ruolo di ognuno» dei componenti della famiglia finita sotto i riflettori degli investigatori, «e se la donna e il giovane abbiano magari soltanto coperto il capofamiglia. Quest’ultimo, che vive di lavori saltuari, si fingerebbe colto grazie a qualche citazione presa da pochi libri e ricerche su internet. In realtà, avrebbe compiuto soltanto studi tecnici». E allora, proprio le citazioni potrebbero averlo tradito: quelle frasi “colte” disseminate nelle lettere e nei biglietti lasciati come firma dei suoi gesti. Una su tutte, quella che accompagna l’episodio più grave, avvenuto a fine gennaio, quando l’anonimo ha lasciato un pacchetto di caramelle infarcito di spilli nel cortile dell’asilo di Cergnai, frazione di Santa Giustina, accompagnato da una lettera in cui scriveva: «Dovrete avere paura per i vostri figli». Un gesto che ha cambiato la prospettiva rendendo ancora più minaccioso il profilo di Erostrato, un mitomane la cui strategia, come faceva notare il “Corriere delle Alpi” che sta seguendo il caso dalla prima ora, ricorda un po’ quella di Unabomber. Un nuovo Unabomber del Veneto ma senza esplosivi, ma nella cui disponibilità sarebbero state trovate altre “armi”: «Gli inquirenti – riporta il sito di Tgcom 24 – sono alla ricerca della prova decisiva, anche se non mancano gli indizi. A casa della famiglia Erostrato, infatti, sono stati trovati una scatola di spilli (da verificare se siano gli stessi usati per confezionare un sacchetto lasciato nel cortile di un asilo) e quattro computer»…

 

 

 

 

 

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