Di Maio stravolge la Costituzione: sale al Quirinale per presentare i ministri

Se voleva essere una mossa per  rendere credibile il M5S a livello istituzionale si è rivelata del tutto sbagliata e rischia di trasformarsi in un boomerang: il candidato premier  Luigi Di Maio è infatti salito questa al Quirinale per preannunciare l’invio di una lista di ministri del suo futuro governo da sottoporre al Capo dello Stato. Non ha però incontrato il presidente Sergio Mattarella, ma il segretario generale Ugo Zampetti. L’incontro si è svolto su richiesta dello stesso candidato Cinquestelle.

Un’iniziativa del tutto fuori dal protocollo e dalle regole costituzionali che prevedono che, dopo il voto, spetti al solo presidente della Repubblica la prima mossa, con l’avvio delle consultazioni dei leader di partito.

La lista dei ministri scelti dai Cinquestelle viene limata febbrilmente in queste ore e non sarà resa noto per intero ma annunciata un po’ alla volta,  a partire dalla prossima settimana, per non bruciare l’effetto sorpresa.

La visita voluta da Di Maio è stata del tutto irrituale e ora si dovrà valutare bene se dal Colle sia arrivata la giusta risposta: l’arrogante pretesa del candidato grillino era infatti da respingere, perché totalmente al di fuori delle regole.

“Stamattina sono stato al Quirinale – ha spiegato Di Maio su Fb –  su mia richiesta per cortesia istituzionale perché, come tutti sapete, è il presidente della Repubblica che ha la prerogativa di nominare i ministri su proposta del presidente del Consiglio incaricato. Per questa ragione ho ritenuto doveroso informare il Quirinale che noi la prossima settimana faremo una proposta di squadra di governo al presidente delle Repubblica e saranno le persone giuste al posto giusto”.