Te lo do io il “jobs act”. Occupazione: in Europa nessuno peggio dell’Italia

domenica 28 gennaio 17:39 - DI Redazione

Hai voglia a dire jobs act e suonare la grancassa elettorale sul milione e passa di posti in più: la cruda realtà dell’occupazione in Italia fotografata da Eurostat è tutt’altro rispetto alla cartolina a colori inventata dalla propaganda del governo. Non solo, infatti, il tasso d’occupazione in Italia resta tra i più bassi dell’Europa ma continua ad aumentare anche il gap rispetto all’area euro. Prova ne sia che se nel 2006 il tasso d’occupazione nei diciotto Paesi dell’eurozona relativamente alla fascia d’età compresa tra i 20 e i 64 anni era del 68,9 per cento e del 62,4 in Italia, dieci anni dopo i primi hanno sfiorato il 70 per cento (69,9) mentre noi siamo scesi al 61,6, incrementando il gap di quasi due punti, esattamente dell’1,8.

Sull’occupazione anche Malta meglio di noi

Secondo Eurostat, prima della crisi peggio dell’Italia c’era solo Malta, dove il tasso d’occupazione si fermava al 57,9 per cento. Nel 2016 è sfumata anche la magra consolazione di non essere sul fondo della classifica dell’eurozona dal momento che Malta ha incrementato costantemente l’occupazione arrivando al 69,6. Solo una nazione ha fatto meglio della piccola isola del Mediterraneo in termini occupazionali: la Germania, dove in dieci anni il tasso di occupazione è salito di 7,5 punti percentuali passando dal 71,1 al 78,6 per cento. E serve poco invocare la crisi. Già, perché il gap ha cominciato a prendere forma prima, quando cioè il tasso d’occupazione dell’eurozona cresceva ancora a livelli sostenuti e l’Italia non riusciva a tenere il passo. Il primo colpo arriva nel 2007: a fronte, infatti, di un punto percentuale di crescita nell’eurozona (dal 68,9  al 69,9 per cento), l’Italia non andava oltre uno striminzito +0,3 (dal 62,4 al 62,7 per cento). Così la distanza è aumentata di 0,7 punti arrivando a 7,2 punti.

Eurostat: in 10 anni il gap è cresciuto di 1,8 punti

L’anni nero è stato invece il 2013, quando il tasso d’occupazione si è ridotto di 0,3 punti in Europa e di 0,8 punti in Italia, portando la distanza a 8 punti percentuali. Con la fine della crisi è tornato il segno più davanti ai numeri dell’occupazione ma, ancora una volta, nel Belpaese si procede meno velocemente rispetto al resto del continente. Così anche se a partire dal 2013 si è registrato un costante incremento del tasso d’occupazione, il livello di crescita è troppo lento rispetto alla media dell’eurozona. Il risultato è che negli ultimi tre anni la differenza si è ulteriormente accentuata arrivando a 8,3 punti di stacco.

Commenti

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  • pietro.eschini@alice.it 29 gennaio 2018

    Questo BUFFONE Renzi ha fallito dappertutto , come fanno gli Italiani ha dargli fiducia ?