Assalto all’auto di Salvini, archiviato l’autista che investì gli aggressori (video)

Agì per legittima difesa e non poteva comportarsi diversamente l’autista di Matteo Salvini che l’8 novembre 2014, a tutela della sua incolumità e delle persone a bordo,  mentre era in corso  una violentissima aggressione dei Centri Sociali contro il segretario della Lega.

E’ un passaggio del giudice di pace Cristina Piazza che ha archiviato il fascicolo per lesioni nato dalla denuncia di Loris Narda, il violento antagonista calabrese leader del collettivo bolognese Hobo che quel giorno aggredì il leader della Lega, salendo sul cofano della vettura, all’ingresso di un campo zingari alla periferia di Bologna e che è stato denunciato per violenza privata e danneggiamento.

Per l’assalto alla macchina di Matteo Salvini, a cui venne, fra l’altro, spaccato il lunotto posteriore, Narda e altri furono denunciati.
Ora il giudice di pace Cristina Piazza, accogliendo la richiesta di archiviazione del pm bolognese Valter Giovannini, sottolinea che la ricostruzione dei fatti della Procura si è basata su elementi oggettivi, la visione dei filmati, «che non lasciano spazi a interpretazioni diverse».
Quando l’autista di Matteo Salvini partì «era in essere un’aggressione organizzata», secondo i magistrati, e l’autista, quando si accorse dei manifestanti sull’auto, «non poteva conoscere quale epilogo potesse avere quell’aggressione». Di qui la decisione dei magistrati.

Pluripregiudicato, Narda fu condannato per oltraggio a pubblico ufficiale perché, nel dicembre 2010, inveì contro due poliziotti della Digos durante le contestazioni contro l’allora ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini e per gli scontri del 2012 fuori dall’Ikea di Casalecchio. Per Narda è stato anche disposto il divieto di dimora nel 2015 in tutta la provincia di Bologna per gli scontri seguiti allo sgombero di via Filippo Re, misura poi aggravata dai domiciliari poiché Narda violò il divieto di dimora prendendo parte a una conferenza stampa di militanti dei Centri Sociali in piazza Nettuno a Bologna.