Vergogna Agorà: Rai e Anpi fanno comizi antifascisti nella cripta Mussolini (video)

Che sorpresa, nella tomba di Mussolini ci sono un busto del defunto, corone di fiori che lo ricordano in quanto capo del fascismo e un libro dei visitatori che trabocca di omaggi. È lo scoop della trasmissione di Rai Tre Agorà, che per parlare delle polemiche sul museo del Fascismo a Predappio ha scelto di collegarsi dalla cripta in cui riposano le spoglie del Duce e degli altri membri della sua famiglia, chiamando come ospiti il sindaco Pd della cittadina, Giorgio Frassinetti, e il presidente dell’Anpi di Forlì-Cesena, Miro Gori. Una trovata che ha mandato su tutte le furie Alessandra Mussolini, che ha parlato di «provocazione» e ha annunciato una azione legale contro la Rai, contro l’Anpi e contro il primo cittadino di Predappio, ricordando che quel posto è, al di là del valore simbolico, anche il luogo «in cui sono seppelliti i miei cari».

La differenza tra Italia e resto d’Europa? «La tomba di Mussolini»

Quale sarebbe stato il tenore del collegamento si è capito da subito, prima ancora che iniziasse, grazie all’introduzione che ne ha fatto la conduttrice Serena Bortone. «La vera differenza che separa noi dal resto dei Paesi europei è la tomba di Mussolini», ha detto la conduttrice di Agorà, che forse avrebbe trovato più adeguata una fossa comune. Partito il collegamento non è andata meglio, con l’inviata Irene Benassi che con una cert’aria sprezzante ha preso a toccare corone e ricordi lasciati dai visitatori, badando bene di calcare l’accento sugli omaggi fascisti al Duce. Poi la parola è passata al rappresentante dell’Anpi che ha denunciato tutto il suo disagio per il fatto che «qui vengono solamente i fascisti». «Io non mi trovo tanto bene», ha quindi chiosato Gori, ridacchiando compiaciuto per la battuta. E così il collegamento è andato avanti, fino a quando all’interno della cappella della famiglia Mussolini è andato in scena anche un litigio a distanza tra Gori e Laura Ravetto, che era ospite in studio. Non esattamente quello che si auspicherebbe nel luogo in cui riposano i propri cari.

L’indignazione di Alessandra Mussolini

Non a caso il “siparietto”, che ha suscitato anche un’onda di indignazione sui social, ha mandato su tutte le furie Alessandra Mussolini. «È stato un fatto gravissimo», ha detto in un’intervista al Tempo, ricordando che lì, oltre al nonno Benito, riposano «anche mio padre Romano, Anna Maria, i miei zii, nonna Rachele…» e che il servizio di Agorà, programma della tv pubblica, è stato realizzato «senza alcune autorizzazione da parte della famiglia Mussolini». Ma l’europarlamentare azzurra ne ha avute anche per il sindaco Frassinetti, che pare si sia arrogato il diritto di dare l’autorizzazione alle riprese. «Il sindaco non è la famiglia, la cripta è privata, è nostra, è della famiglia Mussolini, dove sono seppelliti i morti», ha sottolineato la Mussolini, aggiungendo che «con il sindaco c’era pure il presidente dell’Anpi Miro Gori, che ha insultato i miei parenti».

«Una campagna d’odio per racimolare qualche voto»

«Pensi se io andassi a fare una provocazione di fronte alla tomba di Matteotti, un antifascista. Cosa mi direbbero?», ha chiesto Mussolini, rincarando poi la dose contro «il servizio pubblico che con i fondi dei contribuenti viola un cimitero che dovrebbe essere un luogo sacro». «Ma evidentemente alcuni defunti sono sacri e altri no, si possono violare», ha chiosato Mussolini, per la quale la vicenda non si presta a interpretazioni di sorta: «Questa è una provocazione bella e buona e anche violenta». Per Alessandra Mussolini, infatti, «è stato fatto tutto a tavolino, quelli della sinistra sono una banda di cialtroni, loro stanno facendo questa campagna di odio e di violenza per racimolare qualche voto. Ha capito? Questa – ha concluso – è l’ennesima grave provocazione che hanno fatto alla mia famiglia e ai miei defunti».