Germania, la Csu si rivolta contro la Merkel: basta clandestini o l’AfD vince

Politiche migratorie comuni più rigide e nessuna ulteriore integrazione tra Paesi Ue. Queste le richieste della Csu, il partito cristianosociale socio bavarese della Cdu di Angela Merkel, secondo quanto riporta la Sueddeutsche Zeitung a pochi giorni dal previsto inizio dei colloqui a tre (con Cdu e Spd) per dar vita ad una possibile riedizione della Grande Coalizione. “E’ inaccettabile che la Germania accolga più rifugiati del resto dei 27 Paesi dell’Unione Europea messi assieme”, si legge in una proposta di risoluzione che verrà presentata al congresso del partito ad inizio gennaio. “Una riforma delle regole dell’asilo non deve contribuire ad approfondire le disuguaglianze nella ripartizione dei compiti”, si legge ancora nel documento. I soci di Merkel chiedono che le pratiche di asilo vengano esaminate alle frontiere esterne dell’Ue dove pure dovrebbero essere decise ed attuate le espulsioni dirette di migranti. Quanto ai controlli di frontiera interni dovrebbero essere sospesi solo una volta che la Commissione Europea sia in misura di garantire la sicurezza alle frontiere esterne dell’Unione. Le missioni europee nel Mediterraneo invece dovrebbero limitarsi al “soccorso e rimpatrio” e non convertirsi in un “servizio di trasporto verso l’Europa”. La Csu respinge quindi l’ipotesi di un ministro delle Finanze europeo e di un bilancio comune. “Bisogna formulare criteri che stabiliscano a partire da dove termina il processo di integrazione e a partire da quale punto non vogliamo più trasferire poteri a Bruxelles”, affermano.

La Csu non ha mancato di criticare il partito cristianodemocratico e il suo leader Horst Seehofer ha più volte preso le distanze, anche pubblicamente, da Merkel. Nel 2018 la Baviera, lo stato in cui sono arrivati più migranti nel quadro dell’ondata migratoria del 2015 in Germania, si celebreranno elezioni regionali. Il partito conservatore socialcristiano si presenta al voto con l’imperativo di difendere la maggioranza assoluta su cui ha sempre potuto contare a partire dal 1962 – fatta eccezione per una fase di breve interregno compresa tra il 2008 e il 2013 (quando ha dovuto allearsi con i liberali) – in un momento in cui al suo elettorato tradizionale vengono proposte formule xenofobe ed antiimmigrazione da parte del partito di estrema destra Alternativa per la Germania. Alle scorse elezioni del 24 settembre i conservatori bavaresi hanno perso più di 10 punti percentuali in termini di consensi, passando dal 49,3 del 2013 al 38,8, ossia il partito tedesco più ridimensionato dalle urne, che hanno invece premiato Afd. Alternative fuer Deutschland in alcune zone della Baviera ha raggiunto il 20% dei voti e a livello nazionale, con il 13% si è imposta come terza forza politica del paese. L’irrigidimento della legge di asilo e il freno all’integrazione europea sono temi centrali per l’Afd.