Al Senato l’ultimo addio a Matteoli di colleghi, avversari, amici e gente comune

La lunga coda di gente fuori Palazzo Madama arriva fino a Piazza delle Cinque Lune. Stampa e tv sono già dentro la sala Caduti di Nassirya del Senato, pronti a immortalare l’ultimo addio tributato ad Altero Matteoli, politico di lungo corso di cui tutti, avversari e sostenitori, amici e colleghi, con occhi lucidi e volti provati, rimarcano sopra ogni cosa garbo, lealtà ed eleganza. «Una persona proba, di grande correttezza nei rapporti istituzionali. È stato una bella persona», ha ricordato non a caso tra i primi arrivati a rendere omaggio al feretro il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano, intrattenendosi per diversi minuti con la moglie del senatore scomparso lunedì in un incidente stradale, Ginevra, e con il vice presidente del Senato, Maurizio Gasparri. Grande assente per motivi di salute, Silvio Berlusconi, che nel dirsi «profondamente dispiaciuto di non poter partecipare e affettuosamente vicino alla famiglia dell’amico Altero», ha fatto sapere attraverso una nota di non aver potuto partecipare alla camera ardente e alla cerimonia funebre del senatore Matteoli poiché, nel corso della serata di ieri, è stato colpito da una forte sindrome influenzale con forte rialzo febbrile.

Amici, colleghi e avversari in fila per l’ultimo saluto a Matteoli

Intanto, fuori, la lunga fila di persone comuni mescolate a personalità istituzionali lega nel dolore, nello sgomento e nella commozione tutti i presenti che affollano l’entrata principale di Palazzo Giustiniani, in paziente attesa del turno d’ingresso alla camera ardente allestita nella sala del Senato per l’ultimo saluto al senatore di Forza Italia e storico esponente della destra missina e poi di An, deceduto lunedì in un incidente stradale sull’Aurelia. Impossibile elencarli tutti: quel che è certo è che è stato un tributo assolutamente bipartisan, che ha alternato la presenza di amici storici ed ex compagni di schieramento politico, avversari e sodali di militanza parlamentare, con l’amico di sempre, Maurizio Gasparri, commosso fino alle lacrime, a fare da padrone di casa, e le figure più autorevoli del centrodestra e della destra storica, da Ignazio La Russa e Franco Mugnai a Mario Landolfi, da Italo Bocchino a Gianni Alemanno e Roberto Menia, da Paolo Romani a Giovanni Toti, tutti a creare un cordone di protezione intorno ai familiari dell’ex ministro: la moglie Ginevra e i figli Federico e Federica. Tutti, uno accanto all’altro, ex compagni di battaglie politiche e avversari parlamentari, tutti – dal capogruppo Pd a palazzo Madama Luigi Zanda e, in fondo alla sala, più defilato, e tra i più provati e commossi, Denis Verdini – gli uni accanto agli altri, accomunati da dolore e sgomento.

Il mondo della politica alla camera ardente in Senato

Il presidente del Senato Pietro Grasso chiamato dal cerimoniale ad essere il primo a rendere omaggio al feretro, ha aperto la lunga sequenza di arrivi e di addii che si sono susseguiti senza sosta davanti al feretro: e allora, a ridosso dell’apertura della sala, sono arrivati Gianfranco Fini e Gianni Letta. E poi, interminabile almeno quanto quella dei commilitoni di partito e degli amici di sempre che attende fuori Palazzo Madama, la folla bipartisan di colleghi del presidente della commissione Trasporti giunti fin dalle 9 a testimoniare il dolore per la sua scomparsa: entrano il premier Gentiloni, l’ex premier Matteo Renzi poco dopo, ed entrambi si intrattengono qualche minuto per esprimere di persona le proprie condoglianze alla vedova e ai figli del senatore scomparso lunedì scorso. Poi è la volta del presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, dei presidenti dei gruppi parlamentari FI di Senato e Camera, Paolo Romani e Renato Brunetta, della vice presidente del Senato Linda Lanzillotta, della presidente del gruppo Misto Loredana De Petris (Sinistra-LeU). E ancora, fra gli altri: Gaetano Quagliariello, Raffaele Fitto, Mario Mauro, Nico D’Ascola, Guido Compagna, Francesco Nitto Palma, Maria Rizzotti. I funerali, poi, alle 11.45 presso la chiesa di Santa Maria sopra Minerva.