Renzi con l’acqua alla gola: vuole turarsi il naso e “arruolare” Alfano

I consensi calano di giorno in giorno, la credibilità è a un punto di non ritorno. E le elezioni si avvicinano. Renzi è pronto a tutto, pur di raggranellare qualche voto. Persino di corteggiare di nuovo Alfano, uno dei politici più bersagliati dal popolo del web, il ministro ondeggiante che nessuno vuole più. «Il Pd alle elezioni politiche del 2018, avrà come minimo un’alleanza a sinistra e una al centro», specifica Renzi. Ed è nella parolina magica («centro») che appare il fantasma di Alfano, che resta un’incognita perché i “compagni” a sinistra proprio non lo vogliono. Ma Renzi pensa che con questo schema il Pd possa superare agevolmente il 30% in tutti i collegi. «Il nostro obiettivo è il 40% per governare come centrosinistra ma ciò richiede una grande serietà nel rapporto con gli elettori: se volete evitare la grande coalizione l’unico modo è che la coalizione di centrosinistra prenda tanti voti. Noi abbiamo dato la nostra disponibilità accettando di non essere egemoni: capisco dunque quanto ha detto Emma Bonino e lo condivido», specifica Renzi in un colloquio pubblicato da “la Stampa” a Chicago.

Renzi, Alfano e la battaglia contro Grillo

«E’ in atto un tentativo impressionante di condizionare la politica italiana, segnatamente contro il Pd. Ma io penso che noi siamo più forti del falso e il tempo sarà galantuomo sul caso Consip e Cpl Concordia, questo strano, strano, strano intreccio tra pezzi di istituzioni che fabbricano cose false e polemiche stravaganti». L’ex presidente del consiglio si affida alle inchieste. Tocca ai magistrati «scoprire la catena organizzativa delle fake news contro il Pd. Il M5S ha costruito tutto sulla falsificazione scientifica, i trolls, le firme false a Palermo, il bilancio falso a Torino…». Renzi critica «il populismo grillino» e «il populismo leghista» e fa notare che «per costruire il futuro del Paese non basta strillare nei talk show o fabbricare fake news come accaduto in Italia».