“Pacco, pacchetto e contropaccotto”: le pensioni secondo il governo

Sulle pensioni balla il governo. E prepara il solito “pacco”, pure ai sindacati. Non sono bastate all’esecutivo le aperture di donne e giovani, né l’estensione della categorie che saranno esentate dall’aumento dell’età pensionabile. La Cgil si è alzata dal tavolo della trattativa annunciando per il 2 dicembre «una prima mobilitazione». Un tema su cui si è portata dietro Sinistra Italiana e Mdp, aprendo la strada a un nuovo terreno di scontro tra il Pd e le forze alla sua sinistra in vista delle elezioni.

Il governo spiazzato da Berlusconi

Le pensioni, dunque, allo stato attuale sono l’ultimo flop fra i tentativi del governo di giocarsi in chiave politica questo scorcio di legislatura. Un fallimento, per altro, che, anche al di là di come si concluderà la trattativa con i sindacati (e con la sinistra alla sua sinistra), per il Pd è stato già sancito qualche giorno fa, quando Berlusconi, con una di quelle intuizioni che ne hanno fatto la fortuna, ha promesso a tutti gli italiani “senior” pensioni da mille euro e un ministero ad hoc per la terza età.

Il “pacchetto” di Palazzo Chigi

Il pacchetto di proposte presentato dal governo prevede per le lavoratrici con figli uno “sconto” sui contributi di sei mesi per ogni figlio, per un massimo di due anni. Per quanto riguarda i giovani, invece, si parla di una necessità di confrontarsi sulla «sostenibilità sociale dei trattamenti pensionistici destinati ai giovani, al fine di assicurare l’adeguatezza delle pensioni medio-basse nel regime contributivo, con riferimento sia alla pensione anticipata che a quella di vecchiaia; dello sviluppo della previdenza complementare nel settore privato nell’ambito di un confronto aperto anche alle rappresentanze delle organizzazione dei datori di lavoro». Quanto all’età pensionabile, poi, l’esecutivo ha proposto di allargare a 15, dalle 11 attuali, le categorie esentate dagli aumenti che scatteranno nel 2019, inserendovi anche operai e braccianti agricoli, marittimi, addetti alla pesca, siderurgici di prima e seconda fusione e lavoratori del vetro addetti ad alte temperature.

Il confronto si sposta in Parlamento

Le misure hanno ricevuto un parere positivo da Cisl e Uil, mentre Susanna Camusso ha parlato di «una occasione persa dal governo». «La vertenza previdenziale per noi resta aperta e gli interventi fatti non chiudono il capitolo previdenziale. Per sostenere questo giudizio – ha annunciato la leader della Cgil – il prossimo 2 dicembre avremo una mobilitazione generale». Dal canto suo, il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha spiegato che «ora presenteremo un emendamento alla legge di bilancio in cui inseriremo questo documento». «Lo porteremo al confronto del Parlamento che deciderà sul tema», ha aggiunto ancora il ministro, mentre Sinistra Italiana e Mdp già annunciavano la loro opposizione.