Banca Etruria, il Pd ci prova: Orfini attacca Bankitalia per coprire papà Boschi

Banca Etruria, il Pd ci prova: sferra un ennesimo attacco a Bankitalia per coprire le responsabilità di papà Boschi e del “Giglio magico” renziano e per cavalcare la polemica contro Palazzo Koch in campagna elettorale. A bombardare la Banca d’Italia è oggi Matteo Orfini. «Si sta sgretolando il castello di sciocchezze e sta emergendo la vera responsabilità» del fallimento di Banca Etruria «che è stata della Banca d’Italia» non solo in termini di vigilanza ma «per un suo ruolo financo eccessivo»: così ha tuonato il presidente del Pd.  A scatenare Orfini sono state le  dichiarazioni in audizione in Commissione Banche del procuratore di Arezzo, Roberto Rossi. Il magistrato avrebbe detto che Banca d’Italia avrebbe fatto pressioni nel 2013 su Banca Etruria perché scegliesse Popolare di Vicenza come partner di “elevato standing” col progetto di una fusione. La trattativa tra Etruria e Popolare di Vicenza venne interrotta e di fatto subito dopo venne commissariata. Ma Rossi sottoliena come la Popolare di Vicenza venisse dunque considerata una banca affidabile per un affiancamento con Etruria. Così Orfini è partito all’attacco. Ma ha dimenticato una significativa circostanza: Roberto Rossi è stato consulente del governo Renzi fino al dicembre 2015. Singolare no?