Maurizio Costanzo intervista Pietro Maso, è bufera: «Un assassino in tv»

«Da bambino, sia fisicamente sia mentalmente avevo degli handicap e questo ha condizionato tutta la mia esistenza». E ancora: «Sono qua per la prima volta nella mia vita, credo, senza corazze e senza maschere». Parla così Pietro Maso, passato tristemente alla storia per aver assassinato i genitori ed ora tornato il libertà, durante L’Intervista, il talk one to one di Maurizio Costanzo in seconda serata su Canale 5. Ospite esplosivo, che ha suscitato non poche proteste.

Maurizio Costanzo e Pietro Maso, quella storia che scotta

Pietro Maso, dopo 22 anni di carcere e un periodo in una clinica psichiatrica, parla per la prima volta parla in tv di uno dei più clamorosi casi di omicidio a sfondo familiare della cronaca italiana. Ma sui social, in particolare sulla pagina Facebook di Maurizio Costanzo, si è scatenata la polemica: «Cosa c’è da capire e da approfondire nell’intervistare un assassino? A chi interessa?», chiede qualcuno. Mentre altri hanno invitato al boicottaggio: «Dare visibilità, compensi e la possibilità di dire la sua ad un assassino x garantirsi il picco dell’audience. Misera pagina di giornalismo. Nessuno dovrebbe guardarla!».

L’intervista tv in una “scatola”

Il format prevede che intervistato e intervistatore si ritrovino soli nella “scatola”, una stanza quadrata in cui si instaura una conversazione intima e sincera, attraverso video evocativi che vengono proiettati sulle pareti che li circondano, si ripercorrono i momenti più toccanti della vita dell’ospite. Maso, che ha chiuso i conti con la giustizia per l’omicidio dei genitori, è ora sotto inchiesta, accusato di tentata estorsione nei confronti delle sorelle. Sulla vicenda è intervenuto infatti anche l’avvocato delle sorelle di Pietro Maso, Agostino Rigoli, definendo l’intervista di Costanzo – in un’intervista al Correre del Veneto – «una miseria», messa in piedi per «mezzo punto in più di share».