Caso Bankitalia, a inguaiare Renzi è stata Maria Elena Boschi

Ci sarebbe la mano di Maria Elena Boschi dietro l’operazione Bankitalia che ha inguaiato Matteo Renzi, mettendogli contro il partito e i vertici istituzionali del Paese, a partire da Sergio Mattarella. E sono gli stessi ambienti dem a far trapelare l’indiscrezione sul ruolo di “Meb”, che non solo sapeva dell’attacco a Visco, ma che ne sarebbe stata l’ispiratrice.

Il ruolo di Maria Elena Boschi

Una lettura che accomuna tutte le ricostruzioni della vicenda, con dettagli che, messi insieme, fanno emergere la centralità della figura del sottosegretario alla Presidenza del consiglio nella stesura stessa della mozione del Pd contro la conferma di Ignazio Visco, il cui mandato alla guida di Bankitalia scade a fine mese. Il Giornale spiega come Boschi, venerdì, abbia incontrato la prima firmataria della mozione, Silvia Fregolen, sua fedelissima e renziana della prima ora. Il Corriere della Sera ricorda che «c’è chi sostiene che avrebbe addirittura avallato la prima versione della mozione, dove si chiedeva esplicitamente un segno di “discontinuità” a Bankitalia». La Repubblica aggiunge che sarebbe stato il capogruppo dem, Ettore Rosato, a scrivere il testo, ma che la stessa Boschi «avrebbe aggiunto alcuni punti di suo pugno». Insomma, da qualunque punto si guardi, ci si ritrova davanti Maria Elena Boschi.

L’imbarazzo di Palazzo Chigi per il caso Bankitalia

Quanto alle motivazioni dell’operazione, è fin troppo facile per gli osservatori rintracciarle nell’affaire Banca Etruria, che per la coppia Renzi-Boschi intreccia problemi personali e politici: il padre della Boschi ne era vicepresidente ed è stato multato da Bankitalia; lo scandalo sui risparmiatori depredati non è affatto dimenticato e Bankitalia è un facile capro espiatorio cui addossare la responsabilità di non aver vigilato. E se la ricostruzione del ragionamento a monte della mozione anti-Visco non può che essere esclusivamente affidata alle ricostruzioni, ciò che ne è seguito è sotto gli occhi di tutti. Un boomerang che rischia di far esplodere il Pd, che ha indispettito Mattarella e che ha messo in grave difficoltà Gentiloni. Che a due giorni dalla presentazione del testo ha dovuto far rilasciare una nota di Palazzo Chigi per dire che «sul tema della Banca d’Italia le decisioni del Presidente del Consiglio saranno basate sulle prerogative a lui attribuite dalla legge e ispirate esclusivamente al criterio di salvaguardia dell’autonomia dell’Istituto».