Bologna, i centri sociali scatenano la guerra: «Fuori i fascisti dall’università»

Università di Bologna in mano agli antagonisti e ai centri sociali: aula presidiata dal Cua e ufficio della preside di Giurisprudenza occupato da Hobo. E’ l’assurdo, lo stallo in cui è sfociata una manifestazione contro una  conferenza programmata sulla guerra in Siria organizzato da Azione Universitaria. Da giorni l’ultrasinistra dei centri sociali aveva invitato allo scontro sulle pagne di Fb e lo scontro è arrivato. La sala Armi di via Zamboni 22, la sede di Giurisprudenza, picchettata dal collettivo Cua e poco dopo l’arrivo anche di Hobo. Durante un vivace dibattito con la preside, Nicoletta Sarti, i “sinistri” pretendevano  che l’incontro venisse annullato e che l’Università prendesse  le distanze dai relatori che hanno definito “fascisti”. In particolare, la loro ira è rivolta a Stefano Vernole vicedirettore della rivista di studi geopolitici Eurasia, guidata da Claudio Mutti. 

Inizialmente l’Ateneo si è rifiutato di cancellare l’incontro e non ha voluto cedere al ricatto degli estremisti, così gli attivisti di Hobo hanno occupato l’ufficio della preside Sarti per impedire il civile dibattito a cui non sono abituati. Nel pomeriggio c’è stata la marcia indietro. L’incontro nel mirino è stato annullato e  la preside ha anche disposto la chiusura di Palazzo Malvezzi, la sede di Giurisprudenza per “evitare tensioni e scontri tra attivisti e studenti”.  Il ricatto degli antagonisti è andato a buon fine. Ecco le immagini del vivace battibecco fra gli attivisti di Hobo e la professoressa  Nicoletta Sarti, presidente della scuola di Giurisprudenza. Il collettivo ha contestato la docente per avere concesso un’aula per fare una conferenza tra i cui relatori ci sarebbero ‘fascisti’. L’iniziativa è stata successivamente annullata dalla stessa Università. “Non mi faccio trattare come una cretina” risponde la professoressa agli attivisti.