Berlusconi show: “Torniamo alla lira e diamo una pensione alle mamme” (video)

Silvio Berlusconi torna in Confindustria a Capri, al tradizionale convegno dei giovani industriali, dopo 9 anni dalla sua ultima apparizione alla convention di Santa Margherita Ligure del 2008. Sbarcato in una piazzetta super affollata, tra turisti e industriali under 40, ha ricevuto una accoglienza calorosa. Stretto tra le guardie del corpo il Cavaliere ha trovato il tempo di un selfie con una supporter. La passeggiata fino al hotel Quisisana, sede del convengo, è stata scandita da applausi e incitazioni: «Silvio, Silvio» e «Grande presidente».

“Chi fa l’imprenditore in Italia è un eroe”

«Siamo eroi a fare gli imprenditori». Così, tra applausi scroscianti, il Cavaliere rilancia le critiche al governo. «L’Italia come si è venuta a determinare, negli ultimi anni soffre di oppressione fiscale, oppressione burocratica e giudiziaria nei cofronti di tutti i suoi cittadini. Tutto questo deve cambiare. Il Paese deve cambiare».

Berlusconi: “Mille euro al mese anche alle mamme”

«Serve un aiuto maggiore a chi ha bisogno. Io avevo già portato a 1 mln di vecchie lire le pensioni sociali. Ora è necessario portarle a 1000 euro per 13 mesi». Così Silvio Berlusconi dal palco del convengo di Capri dei giovani imprenditori di Confindustria, rispolvera un cavallo di battaglia. Che allarga alle mamme. «Serve una pensione anche a quelle persone che lavorano di più. Al sabato, alla domenica, la sera e la notte. Sempre: le mamme».

“Tornare alla lira? Non lo vieta nessun Trattato”

La proposta del leader di Forza Italia è poi quella di tornare alla lira, come seconda moneta.  «Non è vietato da nessun trattato. Teniamo l’euro, chi vuole continua in euro, export e import saranno in euro e diamo una seconda moneta perchè la moneta è una convenzione», ha aggiunto riconoscendo però che il tema deve «ancora essere approfondito». Ma la strada è giusta. «Questa seconda moneta qualcuno ha detto che la voglio chiamare Silvia, no, la voglio chiamare lira, la nostra amatissima lira».