Sos Livorno, si contano i danni. In crescita il numero degli sfollati

Continua senza sosta il lavoro della conta dei danni a Livorno. Nelle scorse ore al centro operativo di via Maria Terreni i tecnici comunali dei vari settori si sono incontrati per fare una prima stima dei danni subiti in città a infrastrutture, illuminazione pubblica e scuole, in vista della relazione finale con cui verrà chiesto lo stato di emergenza a Palazzo Chigi. Più difficile resta al momento quantificare il numero degli sfollati. Oltre 40 persone hanno trovato alloggio presso tre delle molte strutture alberghiere che si sono rese disponibili ad ospitarli in città (Hotel Città, Hotel Giappone e Stazione). Tra queste, alcuni turisti stranieri ospiti di un campeggio dalle parti di Rosignano, un nucleo con una persona disabile. Il dato è tuttavia destinato a crescere, si presume infatti che un numero non precisato di persone possa non aver ancora fatto segnalazione al Centro operativo comunale trovando ospitalità presso parenti o amici. 

Sos Livorno, si contano i danni

Uno dei problemi che si stanno evidenziando maggiormente nelle ultime ore riguarda lo stoccaggio dei rifiuti, dal momento che in queste ore molti cittadini stanno lasciando materiale fuori delle proprie abitazioni. Per fare fronte alle emergenze «bisogna cambiare il modello di approccio nei confronti del territorio, anche se a noi sindaci mancano gli strumenti per essere realmente incisivi e salvaguardare tutti i cittadini. Noi sindaci abbiamo tagli ai bilanci che ci hanno messo in ginocchio e non siamo più in grado di rispondere ai bisogni essenziali», ha detto il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, in collegamento con Agorà su Rai Tre. «A Livorno e provincia la situazione è ancora critica ma sta tornando lentamente alla normalità, anche se alcune aree, sono ancora in difficoltà, ma siamo in contatto con tutti i cittadini. Io spero che situazioni così drammatiche servano a cambiare il futuro». A proposito delle polemiche riguardo ad alcuni torrenti “tombati” e successivamente esondati con il nubifragio della notte tra sabato e domenica scorsi, Nogarin ha detto che «la frammentazione della proprietà privata impedisce i lavori di recupero della tombatura dei fiumi. Non abbiamo gli strumenti per intervenire».

Lo stato di emergenza sul tavolo del governo

La richiesta dello stato di emergenza per l’alluvione che ha colpito il territorio di Livorno potrebbe arrivare sul tavolo del Consiglio dei ministri già giovedì prossimo. Lo ha detto il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Angelo Borrelli, presente all’ultima riunione dell’unità di crisi che si è svolta al centro operativo della Protezione Civile di via Maria Terreni. Il capo del Dipartimento della Protezione Civile ha espresso soddisfazione per l’efficienza con cui si è mossa la macchina dei soccorsi per fronteggiare l’emergenza alluvione. Lunedì i tecnici del Dipartimento hanno visitato le zone colpite dal disastro di Quercianella, Montenero alto e Rio Ardenza, evidenziando le infrastrutture danneggiate e facendo una prima stima degli interventi necessari di ripristino. Il servizio elettrico è stati ripristinato. Tutti gli impianti che si trovavano nelle zone allagate sono di nuovo attivi dal tardo pomeriggio di lunedì (a parte la cabina elettrica Lido di Chioma, situata in un’area non raggiungibile a causa del crollo di un ponte).