Sorpresa, neanche i catalani vogliono il referendum degli antifascisti

Neanche la popolazione catalana crede nell’indipendenza: il 61% dei catalani ritiene privo di validità legale il referendum unilaterale sull’indipendenza che il governo autonomo di Barcellona vorrebbe celebrare il primo ottobre sfidando Madrid. Lo rivela un sondaggio dell’Istituto Metroscopia, pubblicato dal quotidiano spagnolo El Pais. La percentuale è in crescita rispetto a due settimane fa, quando ad esprimersi in questo senso era il 56% del campione. La stragrande maggioranza dei catalani, l’82%, ritiene che la miglior soluzione alla crisi che si è aperta fra Barcellona e Madrid sia un referendum legale, concordato fra le parti, per decidere dell’indipendenza della Catalogna. Solo il 16% si oppone a qualsiasi forma di referendum. Lo scetticismo sulla validità della consultazione, che è stata sospesa dalla Corte costituzionale spagnola, è diffuso anche fra chi vota per i partiti indipendentisti: è del 30% fra gli elettori del PDeCat del capo del governo catalano Carles Puigdemont e del 37% fra i sostenitori del partito antisistema Cup. I dubbi sulla validità del referendum non si traducono in un sostegno alla linea dura adottata dal governo di Madrid, che ha fatto arrestare alti funzionari catalani, sequestrato le schede elettorali e posto sotto il suo controllo le forze dell’ordine catalane. Secondo l’82% del campione, le misure sostenute dal primo ministro Mariano Rajoy contribuiscono a rafforzare il processo indipendentista invece di indebolirlo. La possibilità di un arresto per il presidente catalano Puigdemont, accusato fra l’altro di presunta “malversazione” per la convocazione del referendum del 1 ottobre, resta “aperta”. Lo ha affermato il procuratore capo spagnolo, José Manuel Maza, aggiungendo che fino a questo momento alla Procura non è sembrato “opportuno” chiederne la detenzione. Parlando ad Onda Cero, Maza ha sottolineato che la Procura è convinta che Puigdemont stia incorrendo nei reati di prevaricazione, disobbedienza e malversazione per i preparativi del referendum indipendentista dichiarato illegale dal governo di Madrid.