Per Corona niente servizi sociali: resta in cella. E parte lo sciopero della fame

Corona resta in cella: per lui niente servizi sociali. Così ha deciso e comunicato il giudice del Tribunale di sorveglianza che ha respinto la richiesta di affidamento comunitario per l’ex fotografo dei vip. E i suoi legali, Ivano Chiesa Antonella Calcaterra, riferiscono, a stretto giro dalla decisione dei togati, la reazione del detenuto eccellente.

Corona in sciopero della fame

Una reazione che comincia con lo sciopero della fame: Corona, come hanno spiegato i difensori dell’ex fotografo dei vip che hanno presentato istanza, ha deciso di fare «lo sciopero della fame» per protestare contro questa decisione. Ribadire una sorta di “accanimento terapeutico” da parte della magistratura nei suoi confronti, cogliendo l’occasione per rilanciare la necessità di riscatto della sua immagine e della sua credibilità giuridica. Di contro, come riporta tra gli altri in queste ore il sito dell’Ansa, «il giudice, da quanto si è saputo, ha fatto riferimento nel suo provvedimento alla condanna di tre mesi fa per un reato fiscale e ai suoi comportamenti non consoni durante l’affidamento in prova che fece, prima di essere arrestato lo scorso ottobre. Con l’arresto per la vicenda dei 2,6 milioni di euro sequestrati la Sorveglianza revocò l’affidamento». Una decisione rinfrancata oltretutto dall’aver preso in considerazione anche altri “comportamenti” non consoni tenuti dall’imputato, come – per esempio – le famose foto “hot” poi finite ovunque, dall’edicola al web, che lo riprendevano in atteggiamenti “intimi” in barca con la fidanzata Silvia Provvedi. Basterà il memorandum reso dal Tribunale a convincere Corona a desistere dallo sciopero della fame?