Legge elettorale, il Pd ci riprova con il Rosatellum bis. L’iter riparte da qui

Il Pd ha depositato il testo base per la legge elettorale. Si tratta del cosiddetto Rosatellum bis, che prevede un 64% di proporzionale e il 36% di collegi uninominali. 

Lo stesso testo depositato alla Camera e al Senato

Il testo è stato depositato alla commissione Affari costituzionali di Montecitorio da Emanuele Fiano, capogruppo Pd in commissione e relatore della legge. Lo stesso testo è stato depositato dai dem anche al Senato. Il voto in commissione alla Camera è fissato per martedì. Il giorno dopo, mercoledì 27 settembre alle 17, scadrà il termine per la presentazione degli emendamenti. Nel dettaglio, oltre a una quota proporzionale e una uninominale, la proposta prevede una soglia di sbarramento del 3% per le liste singole tanto per la Camera quanto per il Senato. A Palazzo Madama i collegi uninominali sono 102 e 206 plurinominali. Un collegio per la Val d’Aosta e 6 esteri. Le circoscrizioni sono 20. Alla Camera i collegi uninominali sono 231 e 386 plurinominali, un collegio alla Valle d’Aosta e 12 esteri. Le circoscrizioni sono 28. Non è previsto il voto disgiunto.  

In caso di coalizione la soglia è al 10%

Secondo la bozza di legge, sarà possibile dare vita a una coalizione, unica e a livello nazionale. In questo caso la soglia di sbarramento sarà al 10%. Nei listini del proporzionale è previsto un massimo 4 nomi. Sono possibili le pluricandidature, correndo in un collegio uninominale e massimo in 3 collegi del proporzionale. «La proposta di testo base – si legge nella relazione tecnica che accompagna il testo – delinea un sistema elettorale misto, in cui l’assegnazione di 231 seggi alla Camera e 102 seggi al Senato è effettuata in collegi uninominali con formula maggioritaria, in cui vince il candidato più votato, mentre l’assegnazione dei restanti seggi avviene con metodo proporzionale, nell’ambito di collegi plurinominali». «I partiti possono presentarsi da soli o in coalizione. La coalizione – si legge ancora – è unica a livello nazionale. I partiti in coalizione presentano candidati unitari nei collegi uninominali». 

La bozza di legge elettorale prevede le quote rosa

Per quanto riguarda i listini del proporzionale, poi, è spiegato che «in ogni collegio plurinominale, ciascuna lista è composta da un elenco di candidati, presentati secondo un determinato ordine numerico. Il numero dei candidati non può essere inferiore a due né superiore a quattro». Quanto alla pluricandidature si specifica che «il candidato in un collegio uninominale può essere candidato altresì nei collegi plurinominali, fermo restando il limite di tre». Inoltre, nella relazione che accompagna il testo base si legge anche che «sono previste specifiche disposizioni per garantire la rappresentanza di genere». Infine, per quanto riguarda l’espressione del voto, «ogni elettore dispone di un unico voto da esprimere su una scheda recante il nome del candidato nel collegio uninominale e il contrassegno della lista o delle liste collegate, corredate dei nomi dei candidati nel collegio plurinominale».