Ius soli, la legge non è più in calendario. Zanda: «Non abbiamo i numeri»

La legge sullo Ius soli sparisce dal calendario dei lavori delle prossime settimane del Senato. È emerso alla fine della conferenza dei capigruppo. Il capogruppo Pd Luigi Zanda ha detto che «per approvarlo servono i voti e chi nella maggioranza lo ha approvato alla Camera non lo vota al Senato». Il riferimento doveva essere agli alfaniani di Alternativa popolare. 

La maggioranza non ce la fa

«Il provvedimento per noi resta prioritario ed essenziale, ma non ci basta portarlo in aula, vogliamo che sia approvato», ha proseguito Zanda, aggiungendo che «non c’è in calendario perché al momento le condizioni numeriche in maggioranza non ci sono». «Ma confido – ha concluso il capogruppo Pd al Senato – che nelle prossime settimane si troverà una soluzione politica». Solo poche ore prima il ministro dell’Agricoltura e vicesegretario del Pd, Maurizio Martina, aveva spiegato che il Pd voleva andare avanti. «Dobbiamo verificare le condizioni, i numeri sono quelli del Senato però per il Pd bisogna andare avanti», aveva detto.

Sullo Ius soli «pericolo scampato»

«Pericolo scampato, ma restiamo vigili e pronti alle barricate perché questo Paese ha bisogno di tutto tranne che di regalare la cittadinanza agli immigrati», ha commentato Gian Marco Centinaio, capogruppo della Lega Nord al Senato, mentre il senatore azzurro Maurizio Gasparri si è augurato che «che in aula non torni mai». Gianni Alemanno del Movimento nazionale per la sovranità ha parlato, poi, di «una grande vittoria per tutto il popolo italiano che vede calare il sipario su una legge scellerata». «Un parlamento delegittimato non poteva votare contro la volontà della maggioranza degli italiani e così è stato. Grande vittoria anche di tutto il centrodestra che unito dimostra la propria forza», ha concluso Alemanno.