Per la Clinton “il pericolo mondiale” non è Kim Jong-un ma Donald Trump

Il dittatore coreano Kim Jong-un, al confronto, è un agnellino addomesticabile, mentre invece Donald Trump “rappresenta un chiaro pericolo per il nostro paese e per il mondo, perché non era per niente pronto a diventare presidente, non ha il temperamento adatto e non è al livello per esserlo”. Lo ha detto oggi Hillary Clinton in una intervista a Le Monde da Chappaqua, la località dello stato di New York in cui vive insieme al marito, in coincidenza con la pubblicazione dell’edizione francese del libro in cui fa i conti con la sconfitta alle elezioni dello scorso novembre, “What Happened”. Il discorso di Trump di fronte all’Assemblea generale delle Nazioni Unite “è stato ombroso, pericoloso ed egoista, ha depauperato gli Stati Uniti di una parte importante della loro leadership morale, politica e strategica”, ha affermato. «Non abbiamo mai avuto un presidente così impreparato, così poco informato e poco interessato al lavoro del governo che non è neanche stato dotato delle persone necessarie”, ha aggiunto Clinton, sottolineando che “per noi è un problema duraturo e significativo».

Trump aveva accusato la Clinton sulla Corea del nord

Nella guerra di insulti tra Donald Trump e Kim Jong-un, il presidente americano – definito un “vecchio rimbambito” dal leader nordcoreano –  era tornato a parlare di “rocker man” come di un “pazzo”, accusando anche le amministrazioni precedenti. Nel corso di un comizio in Alabama, Trump aveva detto: «Non possiamo avere dei pazzi in giro che lanciano missili dappertutto. Rocket man  avrebbe dovuto essere gestito molto tempo fa da Clinton, da Obama. La questione avrebbe dovuto essere gestito otto anni fa e quattro anni fa e, onestamente, 15 anni fa, 20 anni fa, 35 anni fa. Non avrebbe dovuto essere gestita adesso, ma adesso lo farò io, perché bisogna farlo».