G7, violenze a Torino dal corteo degli studenti e No Tav contro la polizia

29 Set 2017 14:16 - di Paolo Lami

Tornano i violenti di No Tav e Centri Sociali contro il G7 a Torino. Un film già visto. Lanci di uova, fumogeni, cassonetti rovesciati, scontri con le forze dell’ordine e tentativi di assalto all’hotel delle delegazioni internazionali e, alla fine, l’occupazione della sede delle Facoltà umanistiche. Il corteo di studenti, esponenti No Tav e dei Centri Sociali, sindacati autonomi di base e Rifondazione Comunista, che avrebbe dovuto sfilare pacificamente a Torino, ha tentato di raggiungere l’albergo delle delegazioni che partecipano al G7.

I dimostranti hanno tentato di svoltare da corso Vittorio Emanuele verso via Carlo Alberto, in direzione di piazza Carlina, dove si trova l’hotel e la polizia, in assetto antisommossa, si è vista costretta a rispondere con alcune manganellate e una carica di alleggerimento alla pressione dei manifestanti, due dei quali sono stati fermati.

I primi momenti di tensione si sono registrati quanto i manifestanti da corso Vittorio hanno tentato di entrare in via Carlo Alberto, una delle vie del centro città che porta verso piazza Carlina, dove si trova l’hotel che ospita i ministri e le delegazioni dei partecipanti al G7. Il corteo è entrato in contatto con le forze dell’ordine che presidiavano l’imbocco della via. I manifestanti hanno tentato di forzare il blocco e sono stati respinti. Due di loro sono stati, poi, bloccati per accertamenti dalle forze dell’ordine e la loro posizione è al vaglio. Il corteo ha poi ripreso regolarmente la marcia.

Dopo il tentativo di raggiungere l’Unione Industriale di Torino presidiata dalle forze dell’ordine, il corteo aveva desistito e, dopo aver accolto nel corteo alcuni manifestanti No Tav, aveva sostato per qualche minuto davanti alla sede del Miur dove era stato srotolato uno striscione contro l’alternanza scuola lavoro, lanciando fumogeni colorati .

Il primo dei cortei di protesta previsti contro il G7 e organizzati a Torino dai Centri Sociali, la cosiddetta Street Parade, era proseguito oltre la mezzanotte. I partecipanti, alcune centinaia di esagitati appartenenti ai Centri sociali, hanno sfilato per il quartiere San Salvario e sul lungo Po dei Murazzi, per poi raggiungere zona Vanchiglia.

Durante il percorso, i dimostranti hanno deviato in via San Massimo per tentare di raggiungere piazza Carlina, dove soggiornano le delegazioni internazionali che partecipano al summit. Dopo una lunga trattativa con la polizia, che ha schierato il reparto mobile in assetto antisommossa, sono tornati indietro.

Durante il corteo sono stati numerosi gli slogan contro le forze dell’ordine e due cassonetti dell’immondizia sono stati rovesciati. Uova sono state lanciate contro la sede della Fondazione Agnelli e contro gli uffici della Cisl. Momenti di tensione in via Madama Cristina, dove un supermercato Carrefour è stato simbolicamente chiuso con del nastro adesivo per protestare contro lo sfruttamento dei lavoratori da parte delle multinazionali.

“Noi giganti voi 7 nani” è lo slogan che apre il corteo degli studenti che protestano contro il G7 in corso alla Reggia di Venaria e contro l’alternanza scuola. La manifestazione, con circa 200 partecipanti, era partita dalla stazione ferroviaria di Porta Susa e si è diretta alla stazione di Porta Nuova dove ad attenderli c’è un gruppo di manifestanti No Tav.

“La generazione sfruttata non starà a guardare” e “Alternanza scuola-lavoro = sfruttamento gratuito” alcuni dei cartelli portati da esponenti dei Centri Sociali. Tra i manifestanti che scandiscono slogan contro il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, che oggi a Venaria presiederà il summit sul Lavoro, sventolano anche bandiere No Tav, dei sindacati di base Cobas e Usb e di Rifondazione Comunista.

Per due volte i manifestanti hanno deviato improvvisamente dal percorso e, di corsa, hanno cercato di raggiungere la piazza dove si trovano le delegazioni del G7 dalle vie laterali, sempre bloccati da un fitto cordone di forze dell’ordine. Il corteo si è, poi, diretto verso Palazzo Nuovo sede delle Facoltà umanistiche che è stato occupato.

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