Draghi tira dritto: «Ancora necessaria una politica monetaria accomodante»

Il presidente della Bce Mario Draghi non intende ridurre la politica del QE e di promozione della liquidità. «È ancora necessaria la politica monetaria accomodante», ha detto in una conferenza stampa dopo la riunione periodica del Consiglio direttivo dell’Eurotower. Il fatto è che, nonostante gli accenni di ripresa economica, la dinamica dei prezzi è ancora debole. Per l’inflazione nell’Eurozona si prevede infatti «un calo temporaneo» nei prossimi mesi. Questa circostanza ha spinto lo staff macroeconomico della Bce a «rivedere leggermente al ribasso» le proprie stime. Le nuove stime – legate anche al «recente apprezzamento dell’euro» – sono di una inflazione nel 2017 all’1,5%, per il 2018 all’1,2% e per il 2019 all’1,5%. Siamo ancora lontani dall’obiettivo “istituzionale” della Bce: mantenere l’inflazione intorno. Forti sono anche, in questo contesto, i timori che una politica monetaria restrittiva da parte della Bce possa soffocare il timido aumento di pil registrato negli ultimi mesi nell’eurozona.

I “falchi” tedeschi, che da tempo premono per l’abbandono d parte di Draghi, continuano dunque ad avere gli artigli spuntati. Ma per quanto ancora potrà durare? La Bce – ha spiegato ancora Draghi- «deciderà in autunno come calibrare» le sue mosse dopo la fine del 2017.  «Sono fiducioso sul fatto che quando verrà tempo il decisioni sfrutteremo tutta la flessibilità” degli strumenti a disposizione della Bce».