Addio a Carlotta, la trans-icona che frequentava il Fdg e salvò un militante

«È più conosciuta Carlotta a Firenze che Andreotti in Italia». Carlotta Paiano era stata a suo modo una icona: negli anni Ottanta fu la più nota transessuale fiorentina. Così nota da meritare quel paragone con Andreotti, riportato nel libro Ma Donne di Nicola Casamassima. A ricordarlo è stato l’articolo de La Nazione con cui anche in Toscana è stata data notizia della morte, riportata ampiamente dai quotidiani pugliesi.

Una icona degli anni Ottanta

Carlotta è morta a Lecce, da sola, nella sua casa, a 57 anni, per cause naturali. È stata ritrovata dopo alcuni giorni grazie all’allarme dato da un parente. Le cronache ne hanno ricordato soprattutto la mondanità, il fatto di essere riuscita, lei, trans pugliese, a diventare una protagonista della vita sociale toscana, inserita nel jet-set, ospite ambita dei salotti buoni e «sogno erotico», riferisce La Nazione, di intere generazioni di giovani, affascinati dalla sua bellezza e da quella sua ambiguità che all’epoca era ancora un elemento esotico e sorprendente. 

A Lecce frequentava il Fdg, senza nascondersi

Nella sua vita precedente Carlotta era stata Carlo Paiano, che a Lecce «frequentava gli ambienti del Fronte della Gioventù e i luoghi di ritrovo dei giovani di destra, come il bar Alvino», ricorda Leccecronaca.it, chiarendo che «la sua natura» non rappresentava un problema né per lei né per gli altri militanti. E così, prima che per le notti discoteca, per la fama nei locali, per l’apertura del negozio di abbigliamento in Versilia, Carlotta a Lecce era ricordata anche per aver salvato un sedicenne missino dai colpi di pistola di un commando della sinistra extraparlamentare. Era il 3 giugno 1977, Pino Rauti teneva un comizio in piazza Sant’Oronzo. Il commando iniziò a sparare. Il suo intervento «fu provvidenziale», scrive ancora Leccecronaca.it, per salvare il ragazzino «rimasto isolato, inseguito dai facinorosi del Movimento studentesco e di Lotta continua armati di pistole, chiavi inglesi e bottiglie molotov». Carlotta, allora ancora Carlo, arrivò a bordo del suo Ciao, caricò in sella il 16enne e se lo portò via prima che venisse raggiunto. «In molti la ricordano nelle notti d’estate nei locali versiliesi», ha scritto La Nazione. Qualcuno in Puglia la ricorda anche per il suo coraggio.