Terremoto ad Ischia, i geologi: «Non si escludono nuove scosse»

Ad Ischia «non si possono escludere nuove scosse», ma «previsioni non se ne possono fare». Lo afferma Paolo Messina, direttore dell’Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria del Consiglio Nazionale delle Ricerche, che punta il dito contro chi costruisce «in spregio a qualsiasi normativa antisismica». «Se una scossa di magnitudo 4.0 provoca crolli, allora bisogna andare a vedere come sono state costruite le case – spiega Messina – Se siano stati applicati, o meno, criteri antisismici. Purtroppo ad Ischia, come in altre zone d’Italia, l’abusivismo imperversa». Secondo l’esperto di terremoti del Cnr, «ci sono anche problemi legati alla geologia del sottosuolo con eventuali fenomeni di amplificazione simica locale che possono provocare maggiori danneggiamenti in alcune zone rispetto ad altre». Ischia è un’isola di origine vulcanica che si estende per circa 46 chilometri quadrati e che raggiunge una altezza di 787 metri dal livello del mare, in corrispondenza del Monte Epomeo, situato nella parte centrale di Ischia. «Si tratta di un vulcano non spento, sotto osservazione come tutti i vulcani d’Italia, ma una sua eventuale eruzione non sarebbe legata al terremoto che si è appena verificato. Sono fenomeni scollegati», spiega l’esperto. Dello stesso parere è Alessandro Tibaldi, ordinario di geologia strutturale all’università Bicocca di Milano. «Si è trattato di un terremoto non molto energetico ma molto superficiale – afferma – condizioni nelle quali le onde scuotono in maniera davvero consistente il terreno. Ma il problema dei crolli in questo caso è dovuto al modo in cui si sono costruite le case». L’espero sottolinea che «nuovi episodi ad Ischia non si possono escludere anche se non è possibile fare previsioni», così come «va tenuto in considerazione il rischio di nuovi episodi sulla costa Flegrea in un futuro non determinabile».