Mandarli via o metterli in galera: solo così l’Europa può proteggersi

Mandarli via o metterli in galera e gettare la chiave. Altro da fare non c’è. Perchè quasi sempre, come anche in quest’ultimo caso in Spagna, sono tutti noti. Noti alle forze di intelligence e alle diverse polizie. Perciò, sono tutti da monitorare questi possibili o aspiranti  jiadisti che girano indisturbati per la nostra Europa. Ad oggi, solo numeri, stime: 800 o, forse, 3500. O anche 5000. Tutti (o quasi) già schedati, tutti (o quasi) già noti alle forze di sicurezza. Tutti, comunque, da monitorare. Cioè da controllare. E capirete che è impossibile farlo. Controllare o monitorare qualche migliaio di potenziali terroristi jiadisti sparsi per l’Europa non è un gioco e non è possibile. Pensate che, con turni continuativi di 8 ore, ci vorrebbero tre uomini per ogni potenziale terrorista e solo per il controllo visivo. Almeno altri 6 o 10 per i controlli social, audio, video ecc. Fate il calcolo: tra 50 e 65 mila uomini impegnati ogni giorno per tutti i giorni dell’anno. Senza ricambio. E solo per controllare i “noti”. Impossibile. Facile la smagliatura. Facilissimo che qualcuno, singolo o gruppo, svicoli ai controlli e organizzi un attentato. E allora? Allora, siccome non siamo né barbari nè bestie, possiamo soltanto fare due cose: metterli in galera o mandarli via. Mettere in galera quelli che hanno la cittadinanza. Ma si possono interrompere le garanzie costituzionali? Certo che si può, se questo vuol dire salvare la vita di cittadini innocenti. In galere apposite, isolate e stra-controllate: con l’impossibilità di parlarsi e possibilimente di vedersi. E con una chiara e irremovibile decisione: fine pena mai! Tutti gli altri, invece, bisognerebbe accompagnarli alla frontiera, alle frontiere d’Europa, e mandarli via. Fuori da qui. Lontano da noi. Senza spiegazioni, senza fogli di via ridicoli, senza carte da riempire e da mostrare. Prendendo tutti i dati possibili per l’identificazione futura e condividendoli con tutte le polizie per impedirne il ritorno. Si  commetterà qualche errore? Sicuramente, la possibilità bisogna metterla in conto. Ma, pur comprendendo lo stupore di tante anime belle, altro da fare, per ora, non c’è. Bisogna decidersi: prenderli uno ad uno – almeno tutti quelli “noti” – e metterli in condizione di non nuocere, di non potersi organizzare. A meno che non si voglia sperare sempre e solo nella fortuna. E contare ancora i morti innocenti in nome della tolleranza.