Ultimatum di Trump all’Iran: “liberate i cittadini Usa o per voi saranno guai”

Gli Stati Uniti minacciano l’Iran di “gravi conseguenze” se non verranno rilasciati i cittadini americani incarcerati nel Paese. L’amministrazione Trump “sta moltiplicando i propri sforzi per riportare a casa tutti gli americani ingiustamente detenuti all’estero”, ha reso noto la Casa Bianca con una dichiarazione incentrata sull’Iran. Nella sua dichiarazione Washington fa riferimento in particolare al caso della recente condanna dello studente di Princeton Xiyue Wang a 10 anni di carcere per spionaggio. Il presidente Trump, prosegue, chiede inoltre la liberazione di Robert Levinson, l’ex agente del Fbi scomparso dieci anni fa e della cui sorte Teheran sostiene di non sapere nulla. Infine la Casa Bianca chiede il rilascio di Siamak e Baquer Namazi, incarcerati durante l’amministrazione Obama, “e di tutti gli altri cittadini americani ingiustamente detenuti dall’Iran”. La Casa Bianca nella sua dichiarazione condanna “le nazioni che continuano a prendere in ostaggio e arrestare i nostri cittadini senza un valido motivo e senza un dovuto processo”. DIetro a tutto questo c’è la disputa sul nucleare: le nuove sanzioni contro l’Iran varate dagli Stati Uniti rappresentano una “violazione” dell’accordo sul programma nucleare iraniano. Lo ha ribadito Kamal Kharrazi, capo del Consiglio strategico iraniano per affari esteri e consigliere politico dell’ayatollah Ali Khamenei. Le sanzioni contro 18 individui ed entità sospettati di coinvolgimento nel programma iraniano di missili balistici e in altre attività militari “violano” il testo e lo “spirito” dell’accordo, ha detto Kharrazi in un’intervista a France 24 rilanciata dai media iraniani nelle stesse ore in cui gli Usa minacciano “gravi conseguenze” se non verranno rilasciati i cittadini americani incarcerati nella Repubblica Islamica. Nell’intervista Kharrazi ha assicurato che Teheran continuerà a rispettare l’accordo sul nucleare e che farà un passo indietro solo se i primi a farlo saranno gli Usa. Il riferimento è all’intesa sul nucleare raggiunta nell’estate del 2015 tra Teheran e i Paesi del 5+1 (Cina, Francia, Gran Bretagna, Russia e Usa più la Germania). Mercoledì era stato il presidente iraniano Hassan Rohani a denunciare le sanzioni come una “violazione” dell’accordo e a garantire che l’Iran opporrà “resistenza contro questi piani e azioni”.