Sconfitti ovunque, gli islamici portano il terrore a Damasco con le autobomba

2 Lug 2017 11:06 - di Redazione

Colpo di coda dei terroristi islamici in Siria: almeno otto persone sono state uccise e altre 16 sono rimaste ferite in seguito all’esplosione di tre autobomba a Damasco, in Siria. Lo ha riferito una fonte militare all’agenzia di stampa cinese Xinhua. Due delle tre autobomba sono state fatte esplodere dagli agenti della sicurezza che le avevano intercettate, poco fuori dalla città, prima che riuscissero a raggiungere i loro bersagli nel centro di Damasco. La terza è riuscita ad entrare e l’attentatore suicida l’ha fatta scoppiare in piazza Tahir, nella parte orientale della capitale siriana. La fonte della Xinhua, che ha voluto mantenere l’anonimato, ha riferito che gli attentatori hanno colpito quando la gente è tornata al lavoro dopo una settimana di festeggiamenti per Eid al-Fitr, la seconda festività religiosa più importante della cultura islamica. Gli jihadisti sono disperati: cacciati da Mosul, accerchiati a Raqqa, battuti sul campo dall’esercito siriano, stanno vedendo le loro speranze di golpe armato naufragare, malgrado i soldi e le armi loro fornite dall’estero. Non sono riusciti a rovesciare il legittimo governo del presidente Bashar al Assad e ora l’unica cosa che rimane loro è il terrorismo puro e semplice: uccidere civili innocenti con attentati suicidi. Ma ormai il colpo di Stato è fallito, la prinmavera siriana non c’è stata, Assad nobn farà la fine di altri capi di Stato “scomodi” e invisi alle potenze mondiali come Saddam Hussein o Muhammar Gheddafi, e questo non è detto che sia un male: in tutti i Paesi “liberati” dalle potenze democratiche oggi regnano il caos e la guerra civile, e le vittime non si contano. E a proposito di vittime, il discusso Osservatoriuo siriano per i diritti umani, ambigua associazione con sede a Londra ma con contatti molto stretti con i terroristi islamici, dai quali riescono sempre ad avere informazioni di prima mano, rende noto che sarebbero 2.282 le persone che hanno perso la vita a giugno in Siria. Tra le vittime, sempre secondo le informazioni non verificate dell’associazione, si contano 740 civili, tra cui 265 tra donne e bambini. La metà dei civili uccisi è morto in raid della coalizione internazionale a guida Usa, hanno spiegato gli “attivisti” anti-Assad. Sarebbero invece 205 i soldati del legittimo governo di Damasco uccisi, 224 i miliziani siriani lealisti e 89 quelli di altra nazionalità. Sono 32 i membri di Hezbollah uccisi in Siria e 491 i combattenti delle Forze democratiche siriane o di fazioni islamiche. Mentre si contano 479 vittime tra e fila dello Stato Islamico, dell’ex Fronte al-Nusra, pagato dagli americani al tempo di Obama e di altre fazioni islamiste.

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