Riva Destra alla coalizione: «Noi ci siamo. Per tornare a vincere insieme»

Sono per «l’unità del centrodestra» e indicano nelle primarie «la strada migliore» per la scelta del leader e dei candidati, con un obiettivo dichiarato: «Vedere sopravvivere i valori della destra sociale, dopo la deflagrazione di quella politica». Gli esponenti di Riva Destra, il movimento che porta avanti le istanze dello «storico primo circolo di Alleanza nazionale», come spiegano loro stessi, intervengono nel dibattito sul futuro del centrodestra, con una mozione votata all’unanimità da delegazioni giunte a Roma da diverse parti d’Italia. 

Un movimento, non un partito

«Alle prossime elezioni sosterremo chi rispetterà il nostro ius sanguinis di destra e chi ci porterà così a sognare una grande vittoria, capace di portare le nostre istanze al governo dell’Italia per cambiarla e innovarla finalmente nel profondo», si legge nel testo uscito dalla riunione che si è tenuta il primo luglio e alla quale hanno partecipato «delegazioni dalla Sicilia, dalla Puglia, dall’Emilia Romagna, dalla Sardegna, dalla Calabria, dalla Campania, oltre che da Roma». «Non siamo mai stati e fino ad oggi abbiamo scelto di non essere un partito politico, rinunciando a burocrazie interne e tesseramenti», si legge ancora nel testo, con l’intenzione di fugare il dubbio che il movimento possa rappresentare «un partito nel partito».

 Riva Destra per l’unità della coalizione

Il movimento, che si definisce «una comunità politica», rivendica numeri importanti nella capacità di mobilitazione e sul web, parlando di una pagina Facebook con «oltre centomila persone che ci seguono e che viene letta mediamente da due ai tre milioni di profili a settimana». «Donne e uomini di destra, che si sono stretti l’uno con l’altro, in attesa di individuare una nuova casa comune, dove sia possibile affermare appunto il nostro “ius sanguinis” di destra, e poter continuare le nostre battaglie a difesa dell’identità, della meritocrazia e della giustizia sociale», spiega Riva Destra, chiarendo di essere per l’unità del centrodestra, anche se «preferiremmo parlare di un grande blocco sociale e nazionale contrapposto alle sinistre, una santa alleanza tra patrioti e identitari contro mondialisti e marionette».

Le primarie e le priorità programmatiche

«Bisogna capire che il centrodestra così come lo abbiamo inteso per 20 anni – si legge ancora nel documento – non esiste più. Vanno registrati i nuovi equilibri tra Forza Italia e la Lega di Salvini, il ruolo di FdI, del Movimento nazionale per la sovranità e di altri schieramenti affini». Dunque, «occorre concordare un programma e le alleanze. E soprattutto va individuato il metodo di scelta del leader e dei candidati: a tal fine le primarie, per noi, costituiscono la strada migliore». Infine un passaggio sui programmi: «Gli italiani chiedono di essere tutelati dalle politiche discriminatorie, di cui stanno diventando vittime, a vantaggio degli stranieri e hanno bisogno soprattutto di lavoro, di un fisco equo, di un rapporto che non sia di strozzinaggio con le banche; insomma di quella crescita economica che le élite della sinistra di governo hanno finora riservato a pochi». «Il problema – conclude la mozione di Riva Destra – non è solo l’immigrazione, anzi, rischiamo di relegare il dibattito solo a questa o alla legge elettorale, mentre i nostri figli sono senza casa e lavoro e non avranno mai una pensione».