Ignazi: macché fascismo che ritorna, è la democrazia che è diventata un’idea debole

Possibile che bastino gli improbabili comizi del gestore di una spiaggia per far tornare l’allarme del fascismo ritornante? Complice la legge liberticida del deputato del Pd Emanuele Fiano (reclusione da 6 mesi a 2 anni per propaganda fascista sul web) e le manie di protagonismo dell’Anpi, il caso della spiaggia “Punta Canna” dove il gestore ha affisso manifesti con l’immagine del Duce è diventata un caso nazionale. 

Il politologo Piero Ignazi – primo autore di un libro scientifico sulla storia del Msi, “Il Polo escluso” – si occupa della questione in un editoriale su Repubblica, il quotidiano che ha lanciato la campagna contro il “lido fascista”, e nell’esaminare l’allarme fascismo dice cose molto chiare: i fenomeni di nostalgia, avverte Ignazi, non devono stupire vista la penetrazione del fascismo nella cultura italiana, ma questi eventi “sono solo la punta di un iceberg, non di un fascismo risorgente, quanto della debolezza della cultura liberale e democratica”. E ancora, avverte Ignazi, se si ripiega in modo così vistoso – e folkloristico, aggiungiamo noi – sul passato, la colpa non è solo dei nostalgici: “Sia la società civile – sottolinea il politologo – ripiegata a fare i propri interessi senza nessun senso dello Stato, che la politica, scissa tra inapacità a rispondere alle domande dei cittadini e pulsioni plebiscitarie stimolate da capi e capetti, favoriscono un allontanamento dai principi e dalle istituzioni democratiche”. La democrazia è dunque diventata “idea debole” che non attira i giovani, affascinati da identità forti. 

All’analisi di Piero Ignazi deve aggiungersi però il fattore del decadimento ideale dei partiti, soprattutto quelli di sinistra, che agli ideali di un tempo sostituiscono la loro strumentalizzazione arrivando al punto, come nel caso della spiaggia di “Punta canna”, di non sapere distinguere tra ciò che è storia e alla storia appartiene e ciò che è farsa e appartiene al grottesco.