Emergenza idrica, cosa propone la Raggi? Lo “sciacquone differenziato”

Un Campidoglio tutto da ridere. Ma ai romani non resta che piangere. Cosa propone il sindaco Virginia Raggi per fronteggiare l’emergenza idrica che si sta per abbattere sulla Capitale? La politica dello «sciacquone a scarico differenziato (mezzo scarico)». È uno dei dieci “consigli” per i cittadini contenuti in un opuscolo, curato dall’assessore all’Ambiente Pinuccia Montanari e pomposamente definito “Decalogo di buone pratiche per il risparmio idrico”, che circola su Facebook da quando il governatore del Lazio Nicola Zingaretti ha scatenato la guerra dell’acqua contro il Campidoglio pentastellato. 

Lo “sciacquone differenziato” non è l’unica amenità che arriva dal Campidoglio. Ci sono anche raccomandazioni esilaranti del tipo:  «Fai la doccia anziché il bagno (si può risparmiare fino a 120 litri per bagno)». Oppure: «Non far scorrere l’acqua per lavare i denti o raderti». Ve l’immaginate quanti romani saranno contenti di lavarsi i denti o di radersi a” secco”?  

Questo sarebbe il piano per salvare la popolazione della Capitale dalla grande sete che s’annuncia? La verità è che i cittadini di Roma sono finiti in mezzo a una sorta di triangolo della morte, i cui vertici sono Zingaretti, Raggi e Acea. È una guerra combattuta a suon di terrorismo psicologico, da un parte, e di amenità in libertà, dall’altra. 

Ora, con lo “sciacquone differenziato” siamo alle comiche finali. Già, la politica dello “sciacquone”: è proprio vero che, con l’era Raggi, solo le scemenze hanno ac(cesso) in Campidoglio.