Eccolo “vasellina” Macron! Quello che contro l’Italia non sbaglia un colpo

Eccolo vasellina Macron! Non sbaglia un colpo contro di noi. Per cui c’è da domandarsi dove siano finiti tutti i “macronisti” d’Italia. Tutti gli entusiasti del maritino di Brigitte. Tutti gli estasiati. Tutti i fiduciosi nelle sue capacità e, soprattutto, tutti i certissimi della sua amicizia verso di noi. Dove sono adesso? Paura la faceva la Le Pen, l’orrore era quella Marine che voleva rivoltare l’Unione europea, che metteva in discussione la moneta unica, che pensava alla primazia degli Stati. E per fortuna, perciò, che s’era materializzato Emmanuel Macron. Che alle presidenziali -sull’onda della paura- sconfisse quella orribile donna: l’unica al mondo, la Marine Le Pen, per cui non è mai esistita alcuna solidarietà di genere. E perciò, appena varcato l’Eliseo, eccolo in azione vasellina Macron. Ecco che ci fa subito capire quanto bene ci voglia. C’è il problema della frontiera di Ventimiglia dove s’ammassano disperati che cercano di passare in Francia? Sbarrata. Quei pochi disgraziati che riescono a sfuggire al primo blocco, sono acchiappati subito dopo e rispediti indietro senza complimenti: “Arrivano in Italia? Restino in Italia!” chiarisce vasellina Macron. Per evitare di essere intasati dall’invasione della disperazione l’Italia chiede che anche i porti della Francia accolgano i migranti. La risposta di vasellina Macron è immediata: non se ne parla nemmeno!  C’è poi l’italiana Fincantieri che è riuscita ad acquisire i cantieri francesi Stx ad un’asta fallimentare. No problem: il presidente francese fa muro e ne richiede la gestione. E infine, la Libia. L’Italia dovrebbe occuparsene. È naturale che se ne occupi. Tutti chiedono che sia l’Italia a tessere la tela. Tutti tranne la Francia. Così -senza avvisare nessuno- vasellina Macron convoca Sarraj e Haftar, i due maggiori contendenti sul campo e si propone come centro di mediazione e di pace con tanto di stretta di mano tra i due e dichiarazione firmata. Senza avvisare. Men che meno l’Italia. E perciò bradipo Gentiloni, che pure aveva anch’egli esultato per la vittoria del transalpino, è costretto al buon viso e anche a ringraziare: vatti a fidare di vasellina Macron!